Poligono di tiro a Pizzoli, scontro in commissione
L’AQUILA. La commissione comunale Garanzia e controllo presieduta da Giustino Masciocco ha affrontato, su richiesta dei consiglieri Antonio Nardantonio e Paolo Romano un altro tema spinoso: l’autoriz...
L’AQUILA. La commissione comunale Garanzia e controllo presieduta da Giustino Masciocco ha affrontato, su richiesta dei consiglieri Antonio Nardantonio e Paolo Romano un altro tema spinoso: l’autorizzazione concessa dal Comune di Pizzoli e avallata dal Comune dell’Aquila per un poligono di tiro realizzato in una cava dismessa nei pressi di San Vittorino nel territorio comunale di Pizzoli. Sulla proprietà dell’area c’è un contenzioso davanti al Commissario regionale per gli usi civici: Pizzoli ritiene sua quell’area, i cittadini di San Vittorino sostengono che si tratta di uso civico del Comune dell’Aquila e quindi di fatto dei “cives” di San Vittorino.
Il contenzioso è in atto da tempo, ma non c’è ancora una decisione. In attesa che si sciolga il nodo, Pizzoli ha dato il via libera al poligono (nel 2017 con proroga nel 2020 per 9 anni) e il Comune dell’Aquila si è impegnato – nel caso il commissario decidesse che l’ex cava è dell’Aquila – a garantire comunque la permanenza del poligono. A questo si oppongono i cittadini di San Vittorino. Fabrizio De Meo, presidente dell’associazione per la tutela di San Vittorino Amiterno, in commissione ha ricordato che c’è una recente sentenza del Tar che dichiara illegittimo l’iter che ha portato ad autorizzare l’attività sportiva: i giudici amministrativi hanno ritenuto prevalente la salute dei residenti (messa a rischio soprattutto dall’inquinamento acustico) su ogni altra valutazione. Romano si è anche chiesto come mai il Comune dell’Aquila abbia avallato la decisione del Comune di Pizzoli (tra l’altro L’Aquila ha affiancato Pizzoli nell’appello al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar) e non sta facendo nulla per ristrutturare lo storico poligono di tiro a San Giuliano. Alla commissione è intervenuto il sindaco di Pizzoli Giovannino Anastasio il quale ha difeso la decisione. «La questione», ha detto, «è stata discussa dal consiglio comunale più volte e l’autorizzazione è stata votata alla unanimità anche dai consiglieri di minoranza che oggi contestano. Il poligono è in funzione dal 2017 e solo oggi ci si accorge che dà fastidio». Anastasio ha poi spiegato perché la società sportiva paga solo 500 euro l’anno di canone. «Si tratta di un canone simbolico», ha affermato, «la società, con una spesa di circa 30mila euro, ha bonificato l’area diventata negli anni una discarica a cielo aperto e sulla quale c’è stato anche un procedimento penale a mio carico nel quale sono stato assolto: da questo deriva anche l’interesse pubblico a concedere l’autorizzazione».
De Meo ha invece sottolineato che si tratta «di un fondo di 9 ettari dato in locazione per 500 euro l’anno, cioè 41 euro e 66 centesimi al mese. Sono 90mila metri quadri, di cui una parte con destinazione ricreativa per cui l’associazione può fare ciò che vuole di un bosco, pagando 41 euro e 66 centesimi al mese. La cosa grave è che il Comune dell’Aquila ha accettato di fare questo dono all’associazione privata così come ha fatto il Comune di Pizzoli. C’è un enorme problema di corretto uso della proprietà pubblica». (g.p.)
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