Polizia intercetta sms: ladri in manette

Grazie al messaggio inviato al complice bloccato dagli agenti due romeni sono stati presi con bottino e arnesi da scasso
L’AQUILA. Due arresti della polizia: questa l’ennesima risposta alle incursioni nelle abitazioni da parte di bande di ladri nell’Aquilano.
L’altra notte, su segnalazione di un cittadino che aveva notato un’autovettura sospetta parcheggiata nei pressi della sua abitazione, le Volanti, coordinate da Nicola Di Pasquale, sono intervenute a Sant’Elia dove hanno individuato una Renault Scenic con a bordo una persona.
L’uomo, un romeno di 32 anni, è stato bloccato dagli agenti e sul veicolo sono stati ritrovati un piccone, altri arnesi atti allo scasso e una valigia rubata, di proprietà della persona che aveva chiamato il 113 e che era stata asportata dalla casetta in legno, all’interno della quale i malviventi erano entrati rompendo due infissi.
Durante la perquisizione dell’autovettura, al telefono del romeno sono giunte numerose chiamate e messaggi da parte dei complici, i quali gli stavano dando appuntamento sulla statale 17 nei pressi del distributore.
All’appuntamento, però, i due complici non hanno trovato il loro amico, ma due equipaggi della polizia che, non senza difficoltà, ne hanno bloccato immediatamente uno, mentre con l’altro, di corporatura possente, gli agenti hanno ingaggiato una violenta colluttazione, in seguito alla quale il malvivente è riuscito a darsi alla fuga nelle campagne.
Il fermato, anch’egli di nazionalità romena e proveniente dalla provincia di Roma, è stato arrestato mentre uno dei poliziotti è stato costretto a ricorrere alle cure del pronto soccorso, per lesioni fortunatamente lievi.
I due arrestati, entrambi romeni con precedenti di polizia specifici, sono G.N.C di 32 anni e B.S.I. (33) e devono rispondere, in concorso, del reato di furto aggravato e il secondo anche di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.
I due sono ora trattenuti nelle camere di sicurezza della questura in attesa dell’udienza di convalida e contestuale giudizio direttissimo, come disposto da pm Stefano Gallo.
Gli arresti danno un ulteriore segnale ai «pendolari del crimine», cioè a coloro che vengono all’Aquila in cerca di refurtiva. È la seconda volta in pochi giorni che la polizia intercetta malviventi che arrivano da Roma.
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