Polizia municipale, una nuova bufera

Il Tar ha annullato l’affidamento dell’incarico di comandante ad Amorosi. A maggio era arrivato lo stop per De Nardis
L’AQUILA. Arriva la bocciatura dal Tar alla nomina del dirigente comunale Tiziano Amorosi a capo della polizia municipale dell’Aquila. I giudici hanno ribadito che «al comandante della polizia municipale non possono essere attribuite funzioni amministrative rispetto alle quali la stessa svolge sostanzialmente compiti operativi, di controllo e repressione di violazioni». Il Tar si era pronunciato anche a maggio scorso, rigettando la nomina di Domenico De Nardis a dirigente ad interim del settore di polizia municipale. Ora è arrivato lo stop anche per Amorosi, che era stato a sua volta nominato dal Comune dell’Aquila a responsabile del Corpo. A commentare la sentenza è anche la Fp Cgil, che si era posta a sostegno di un dipendente della polizia municipale che aveva presentato ricorso. «Con la sentenza del Tar», spiega il sindacato, «viene ribadito il principio secondo cui, al comandante di polizia locale, non possono essere attribuite funzioni amministrative». De Nardis, dirigente dell’avvocatura del Comune, risultava già titolare di almeno tre incarichi municipali nel triennio precedente. Secondo il Tar, «il comando della polizia municipale può essere assunto solo da personale appartenente ai ruoli del corpo», sottolineando come esiste una deroga ma «di certo non consente ai dirigenti comunali di assumere il ruolo di comandante della polizia municipale». Anche la minoranza in consiglio ha parlato del caso: «Tra tutte le possibilità che avrebbero a disposizione per affrontare l'annoso contenzioso sul comando della polizia municipale, l’unica che l’amministrazione non intende prendere in considerazione è quella risolutiva della nomina tramite concorso di un comandante in divisa, come la legge regionale impone e per ben due volte il Tar ribadisce». (l.p.)

