Polizia sequestra il cellulare a Di Lorenzo
SULMONA. Sviluppi nell’inchiesta avviata dalla polizia sull’irruzione nel centro immigrati di Sulmona culminata con il ferimento di un giovane gambiano. Ieri mattina, infatti, i poliziotti della...
SULMONA. Sviluppi nell’inchiesta avviata dalla polizia sull’irruzione nel centro immigrati di Sulmona culminata con il ferimento di un giovane gambiano. Ieri mattina, infatti, i poliziotti della squadra anticrimine del commissariato si sono recati nell’abitazione di uno dei due indagati e, forti di un mandato di perquisizione, hanno proceduto a nuovi controlli con l’obiettivo di acquisire nuove prove testimoniali. Nel corso della perquisizione la polizia, sempre su ordine della Procura, ha sequestrato il cellulare posseduto da Serafino Di Lorenzo, il sulmonese che insieme a Nicola Spagnoletti, il 45enne protagonista della singolare protesta inscenata due sere fa sull’acquedotto medioevale, è accusato di lesioni gravi e violazione di domicilio a seguito dell’irruzione nel centro di accoglienza immigrati, in corso Ovidio, dieci giorni fa. Al momento due sono i filoni dell’inchiesta: un presunto spaccio di stupefacenti, all’interno del centro accoglienza di Sulmona, rivelato dallo stesso Di Lorenzo e il movente razzista. Di Lorenzo è assistito dall’avvocato Alberto Paolini anche lui presente ai controlli della polizia. Nel corso della perquisizione, Di Lorenzo ha ribadito che la decisione di fare irruzione nel centro di accoglienza sarebbe stata dettata dal fatto che una minorenne, di sua conoscenza, si sarebbe sentita male dopo aver fumato uno spinello che gli avrebbe ceduto un ospite della struttura. Per questo si è recato nel centro di corso Ovidio chiedendo di incontrare il responsabile della comunità degli immigrati per un chiarimento. Con lui c’era anche Spagnoletti che durante l’alterco scaturito con gli immigrati avrebbe colpito uno di questi ferendolo con un coltello. (c.l.)
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