Poliziotto condannato per stalking

Un anno all’agente della penitenziaria accusato di atti persecutori verso la vicina
AVEZZANO. È stato condannato a un anno di reclusione, con pena sospesa, con l’accusa di atti persecutori nei confronti di una vicina di casa. Si tratta di Gianni Allegritti, agente di polizia penitenziaria di 49 anni. La sentenza è stata emessa dal giudice del tribunale di Avezzano, Paolo Lepidi.
Secondo quanto emerso dalle indagini, la donna era testimone in un processo che lo vedeva imputato, sempre per stalking, nei confronti di un altro vicino. Ad aprile 2021 si era svolta l’udienza preliminare in cui hanno discusso il pubblico ministero Ugo Timpano e gli avvocati difensori. Il gip aveva disposto quindi il rinvio a giudizio. Si era aperto così per l’agente, in servizio in un penitenziario della provincia, un nuovo processo. Nei confronti dell’agente, il gip del tribunale di Avezzano aveva quindi disposto il divieto di avvicinamento nei luoghi abitualmente frequentati dalla donna e il divieto di comunicare con lei. Secondo l’accusa, la donna sarebbe stata perseguitata per almeno cinque anni e lui avrebbe millantato conoscenze a vari livelli istituzionali pur di metterla in difficoltà in famiglia e sul lavoro.
L’uomo era già finito a processo per atti persecutori nei confronti del dentista, sempre vicino di casa. Diverse, secondo la tesi accusatoria, le aggressioni verbali alla donna, molte delle quali documentate con denunce. Lo stalking sarebbe stato perpetrato con pedinamenti anche da parte di investigatori privati che scattavano foto e tramite telefonate al datore di lavoro, per screditare la sua professionalità. Lavoro che la donna poi ha perso. Il 48enne, sempre secondo l’accusa, citofonava alla donna di notte per disturbarla nel sonno e le faceva altre angherie che hanno portato la vicina di casa a un livello di frustrazione che l’avrebbe provata fortemente. (p.g.)
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