Poliziotto ferito a sediate Assolti Natale e Lancia

SULMONA. Erano finiti sotto processo per aver malmenato un poliziotto nel corso della notte bianca di Campo di Giove, mandando l’agente in ospedale con ferite ed escoriazioni, e una prognosi di 30...
SULMONA. Erano finiti sotto processo per aver malmenato un poliziotto nel corso della notte bianca di Campo di Giove, mandando l’agente in ospedale con ferite ed escoriazioni, e una prognosi di 30 giorni. Il giudice del tribunale di Sulmona, Concetta Buccini, li ha assolti per non aver commesso il fatto e perché il fatto non sussiste. Protagonisti della vicenda due giovani di Sulmona, Andrea Lancia e Peter Giuseppe Natale, difesi nel processo dall’avvocato Alessandro Margiotta, il quale evidenziando alcune contraddizioni nel racconto del poliziotto, è riuscito a far assolvere i suoi assistiti. I fatti fanno riferimento alla notte dell’11 agosto del 2012, quando si tenne la notte bianca di Campo di Giove. In quella circostanza i carabinieri furono costretti a intervenire nei pressi di un bar al centro del paese dove era in corso una rissa. Erano le 4.30 del mattino e disteso per terra davanti al bar, i carabinieri trovarono E.A. D.M., agente di polizia in servizio a Sulmona e residente a Campo di Giove, con il volto tumefatto, varie escoriazioni sulle braccia e un ginocchio completamente gonfio. Dalle testimonianze raccolte, i carabinieri scoprirono che poco prima l’agente era stato coinvolto di una discussione con due giovani di Sulmona, che secondo il racconto del poliziotto non volevano uscire dal bar che era in chiusura. Da lì era scoppiata la bagarre e ad avere la peggio era stato l’agente di polizia, che ai carabinieri riferì di essere stato colpito alla schiena con una sedia. Ed è stato proprio questo particolare a convincere il giudice che i due giovani finiti sotto processo andavano assolti. Le ferite riportate al ginocchio, sempre secondo il giudice non erano compatibili con il copo di sedia, facendo trasparire nella decisione, che qualche cosa nel racconto del poliziotto, come evidenziato più volte dal difensore degli imputati, non quadrava con i fatti.
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