Ponte Belvedere, altre polemiche

Daniele: problemi risolvibili, ma due mesi di ritardo non sono nulla
L’AQUILA. «Che volete che siano due mesi di ritardo, importante è fare il lavoro e farlo bene». Raffaele Daniele, riconfermato vicesindaco al Comune dell’Aquila dopo il lusinghiero risultato di essere stato il più votato nella lista di Fratelli d’Italia, ostenta tranquillità alle domande sulle polemiche relative ai possibili ritardi per la ricostruzione del ponte Belvedere. Ritardi riconducibili alla carenza di acciaio causata dalla guerra in Ucraina che ha provocato anche un considerevole aumento dei prezzi.
«Per 13 anni nessuno si è preoccupato di quel ponte», attacca il vicesindaco, «e adesso che finalmente stiamo facendo i lavori, sembra che tutti muoiano dalla voglia di salirci sopra».
In realtà erano stati proprio gli amministratori comunali in campagna elettorale ad annunciare l’avvio della realizzazione del ponte in tempi rapidissimi.
Da qui l’interrogazione del consigliere comunale Paolo Romano che contesta al vice sindaco di aver usato il ponte come trampolino per la rielezione, glissando spesso sui problemi che la ricostruzione avrebbe comportato. Nell’interrogazione, il consigliere comunale di minoranza fa infatti riferimento anche a problemi con la figura del rup, il responsabile unico del procedimento Mario Di Gregorio, da qualche tempo passato alla Gran Sasso Acqua.
«I problemi burocratici sono risolvibili», assicura il vicesindaco, di professione avvocato e che, oggi, alle polemiche sollevate sulla realizzazione del ponte di Belvedere risponde con un lapidario «se fosse stato facile, qualcuno avrebbe potuto farlo prima». (r.p.)
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