Ponte Belvedere, altre polemiche
Il consigliere Romano solleva dubbi sulla scelta della demolizione
L’AQUILA. Non rientrano le polemiche su ponte Belvedere. Ad intervenire, ancora una volta, è il consigliere comunale Paolo Romano (L’Aquila Nuova), che torna a sollevare dubbi sulla scelta di demolire il cavalcavia. «I lavori del ponte Belvedere procedono con troppa lentezza, i residenti della zona cominciano a far sentire la loro voce, così qualcuno ha fatto trapelare la notizia che i ritardi sarebbero dovuti alla spalletta da demolire del vecchio ponte realizzato con un cemento molto “resistente”, dunque difficile da rimuovere», spiega. «Questo fa sorgere più di un dubbio sulla necessità di rimozione per ammaloramento espressa due anni fa dalla Scarl, dando luogo a un progetto esecutivo in variante e anche all’aumento dei costi: tutte obiezioni sollevate dal precedente responsabile, Mario Di Gregorio, a cui nessuno intese mai rispondere. Di più: si staglia anche un’ombra sui saggi eseguiti in precedenza su quel cemento per supportarne la demolizione». Secondo il consigliere, inoltre, si prefigura il mancato rispetto dei tempi stabiliti nel contratto stipulato che comporterebbe penali e problemi ai residenti. «Il disagio dei residenti potrebbe essere alleggerito prevedendo subito un piano parcheggi» continua. «La riapertura del ponte, che tutti ci auguriamo, deve avvenire nel rispetto delle norme del disciplinare di gara. La ditta aveva 200 giorni per demolire e ricostruire il ponte e siamo ormai a fine tempo utile. Con la validazione del progetto esecutivo inoltre si sarebbe dovuto procedere alla stipula dell’atto aggiuntivo al contratto principale che, però, ancora non viene redatto». (m.c.)
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