Ponte Belvedere, ecco i primi pezzi smontati

Vanno avanti i lavori di rimozione in attesa della ricostruzione. Gru in azione nell’area transennata
L’AQUILA. Un pezzo alla volta, prima da un lato poi dall'altro in modo da mantenere la struttura in equilibrio. È iniziata ieri la rimozione delle ringhiere e dei marciapiedi del ponte di Belvedere. Dopo il taglio delle solette, la parte di cemento orizzontale su cui poi veniva steso l'asfalto, due pezzi di ringhiera con il marciapiede sottostante ancora attaccato, sono stati rimossi e spostati in posizione sicura per la demolizione e il successivo smaltimento.
Le ditte Taddei e Todima, che si stanno occupando della demolizione e la successiva ricostruzione, si sono trovate di fronte ad alcune difficoltà aggiuntive. Ad esempio, racconta Marino Serpetti della Todima, «il progetto originale degli anni ’60 prevedeva una soletta di cemento di 14 centimetri. Invece c’era una struttura molto più alta e pesante, addirittura di 38 centimetri». Nel corso degli anni, infatti, sulla soletta originale erano stati aggiunti pesanti strati di cemento, probabilmente per creare e mantenere la “gobba d’asino”, la pendenza che permette all’acqua piovana di scivolare via. Un peso ragguardevole che si aggiunge al peso del ponte invecchiato a causa degli agenti atmosferici e all’abbondante uso in inverno di sale per impedire la formazione di ghiaccio. Un degrado che rende ancor più delicato il lavoro di smontaggio. Impressionante è notare come appaia molto deteriorata l’area tra l’impalcato e il pilastro, le cui dimensioni si comprendono solo mettendola a confronto gli operai che accuratamente imbracati ci stanno lavorando sopra. «Per togliere la struttura, tra l’altro molto deteriorata, che si trovava tra impalcato e pilastro, ci abbiamo messo 8 ore», conclude Serpetti. (r.p.)

