«Ponte Belvedere, l’edificio doveva essere espropriato»

L’ingegnere strutturista De Paulis: «Sotto ai viadotti non ci devono essere case Quando costruirono la A24 mandarono via tutti. È una questione di sicurezza»
L’AQUILA. «Le case non vanno costruite sotto ai ponti. Tutto qui. Il ponte Belvedere, che unisce via Xx Settembre a viale Duca degli Abruzzi, è stato costruito dopo l’edificio che gli sta sotto, su via Fontesecco, che risale agli anni Trenta, mentre il ponte è stato edificato tra il 1966 e il ’67. Ebbene, quell’edificio andava espropriato».
Lo afferma l’ingegnere Sergio De Paulis, ex assessore comunale di Forza Italia e in odore di ricoprire, nei mesi scorsi, la direzione dell’Usra. Secondo De Paulis, ingegnere strutturista tra i più conosciuti in città e molto attivo nella ricostruzione, il ponte Belvedere di per sé non corre pericoli, «perché strutturalmente è sistemato bene. Certo, vanno cambiati gli appoggi dopo tutto questo tempo, ma se viene sostituita anche la campata e ricostruita in acciaio, allora la stabilità è garantita. Di fatto, il palazzo dovrebbe essere sicuro. Però, i palazzi non devono essere costruiti sotto ai ponti e neppure i ponti sopra ai palazzi. Nonsolo per il pericolo di crollo, ma anche per quanto è successo a Bologna. È una questione di sicurezza». E l’ingegnere De Paulis fa anche un esempio che lo riguarda personalmente. «Quando 50 anni fa dovevano costruire l’autostrada A24, all’altezza del viadotto di San Giuliano, sotto c’erano delle case. E c’era anche la villa di mio zio, Lucio Barattelli. La villa venne espropriata, pagandola a prezzo di mercato naturalmente. A mio zio furono dati i soldi e ricostruì la villa da un’altra parte», racconta De Paulis. «Nel frattempo all’interno della villa l’imresa ci impiantò gli uffici del cantiere. La stessa cosa avrebbero dovuto fare anche con il palazzo sotto al ponte Belvedere. Quando hanno progettato il ponte, visto, tra l’altro, che si trattava di edilizia pubblica popolare, avrebbero potuto dare alle famiglie che abitavano l’edificio un’altra casa. Così ora non ci sarebbero preoccupazioni».
Nell’edificio sotto al ponte Belvedere abitano trenta famiglie e sono preoccupate, dopo i fatti tragici di Genova.
Ma un altro punto di preoccupazione per gli aquilani è il viadotto di Gignano, sulla strada statale 17 ter, la cosiddetta superstrada di Bazzano. Da molto tempo le due corsie sul viadotto, in entrata e in uscita dall’Aquila, sono state ristrette notevolmente. Secondo le autorità preposte, il motivo è precauzionale, perché non ci sarebbero problemi di tenuta del ponte. Ma c’è preoccupazione, perché i tanti aquilani che percorrono quel tratto giornalmente, si chiedono «perché, se non ci sono pericoli, le due corsie sono state ristrette?». Il sindaco Biondi e il presidente della Provincia, Caruso, dicono che il viadotto è sicuro.
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