Ponte chiuso: è vulnerabile La riapertura si fa incerta

3 Agosto 2018

BISEGNA. Il ponte sul fiume Giovenco lungo la Provinciale 17 presenta delle criticità, come stabilito da una perizia fatta eseguire dalla Provincia, e i tempi per la riapertura si prevedono molto...

BISEGNA. Il ponte sul fiume Giovenco lungo la Provinciale 17 presenta delle criticità, come stabilito da una perizia fatta eseguire dalla Provincia, e i tempi per la riapertura si prevedono molto incerti. Notizia che non farà felici gli abitanti della Valle del Giovenco e del Parco nazionale sottoposti da settimane a disagi (la chiusura risale all’8 giugno). Il presidente della Provincia Angelo Caruso, il consigliere delegato alla Viabilità, Gianluca Alfonsi, e il consigliere Alfonsino Scamolla hanno convocato un incontro per mercoledì 8 alle 11.30, nella sede della Provincia dell’Aquila, in via Monte Cagno, per poter affrontare il problema. All’incontro sono stati invitati il ministero delle Infrastrutture, la Protezione civile, la presidenza del consiglio e della giunta regionale d’Abruzzo, il consigliere Maurizio Di Nicola, il Dipartimento delle opere pubbliche della Regione Abruzzo, l’Autorità di bacino dei fiumi Liri e Volturno, i sindaci di Bisegna e Pescasseroli, il presidente del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, Antonio Carrara. Durante l’incontro sarà illustrata la perizia tecnica redatta dall’ingegner Alessandro Di Camillo, dalle cui risultanze è emersa una «accentuata vulnerabilità». L’incontro servirà a decidere le linee d’azione volte a trovare una soluzione. «Consapevole delle difficoltà sostenute dalle comunità del territorio», afferma il presidente Caruso, «ho subito condiviso la problematica del ponte sul fiume Giovenco e mi sono adoperato per una rapida e celere soluzione. La ricerca spasmodica di visibilità, come nel caso dell’interpellanza parlamentare dell’onorevole Grippa, conduce a considerazioni e affermazioni che non contribuiscono a risolvere il problema e appaiono persino lesive, se non addirittura pericolose, avvalorando nei cittadini la sensazione che la sicurezza sia elemento di contrattazione politica. Il nostro principale dovere è sempre quello di dover affermare e garantire che la vita delle persone viene prima di ogni strumentalizzazione o attacco politico, anche a fronte di disagi e critiche».
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