Ponte chiuso, sit-in in Provincia del Comitato civico

7 Ottobre 2018

PESCASSEROLI. Arriva sotto le finestre della Provincia la protesta popolare per la chiusura del ponte sul fiume Giovenco. Nonostante gli incontri avuti nelle scorse settimane con gli amministratori...

PESCASSEROLI. Arriva sotto le finestre della Provincia la protesta popolare per la chiusura del ponte sul fiume Giovenco.
Nonostante gli incontri avuti nelle scorse settimane con gli amministratori provinciali, il Comitato civico che si batte per la riapertura della Provinciale 17 del Parco nazionale d’Abruzzo saranno all’Aquila, in via Monte Cagno, mercoledì 17 ottobre, per manifestare la propria rabbia dopo 4 mesi di attese. La Sp 17 è chiusa al traffico, pesante e leggero, dall’8 giugno 2018. Questo provvedimento così drastico si è reso necessario perché il ponte Giovenco risulta pericolante, come accertato da una perizia tecnica commissionata dalla Provincia. Grazie a una richiesta del presidente Angelo Caruso e all’interessamento dell’assessore Maurizio Di Nicola, la Regione ha stanziato 50mila euro per indagini ed eventuali lavori sulla struttura. La stessa Provincia ha conferito l’incarico all’ingegnere Alessandro Di Camillo per stabilire e valutare le effettive condizioni dell’opera, da cui è emersa un’accentuata vulnerabilità con pericolo di crollo, anche senza la concomitanza di particolari fenomeni meteorici. Le risultanze di questo studio sono state chiarite e illustrate nel tavolo istituzionale che l’amministrazione provinciale ha convocato nelle scorse settimane alla presenza, tra l’altro, del presidente del consiglio regionale d’Abruzzo, Giuseppe Di Pangrazio, e del presidente del Parco, Antonio Carrara.
«È del tutto evidente che la preoccupazione principale riguarda la sicurezza di tutti i cittadini», spiega Silvano Di Pirro, presidente del Comitato civico, «nessuno di noi mette in discussione questo. Il problema però è che da quattro mesi ormai la provincia dell’Aquila, titolare di diritto della Sp 17 e della sua manutenzione, sicurezza e gestione non ha fatto nulla per la messa in sicurezza del ponte Giovenco e la riapertura della strada». Il protrarsi di questa condizione di isolamento di due territori connessi, la Valle del Giovenco e l’Alto Sangro, sta creando notevolissimi disagi alle popolazioni residenti, che con l’arrivo dell’inverno verranno amplificati.
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