Ponte di Roio, pm chiede blocco lavori per la Cogea
L’interdizione si riferisce ai rapporti con la pubblica amministrazione per 6 mesi Nel mirino sono finiti anche tre dirigenti della Provincia e un altro imprenditore
L’AQUILA. Si acuisce lo scontro tra Procura e difese nell’ambito di una recente indagine su presunte irregolarità sui lavori di consolidamento post sisma del ponte sul fiume Aterno lungo la strada regionale 615 di Monteluco di Roio.
Nella vicenda sono indagati i dirigenti della Provincia, Antonio Rosanò, Giuseppe Fiaschetti, Marco Zaccagnini, per i quali, ed è questa la novità, il pm ha chiesto l’interdizione. È indagato anche un altro ex dirigente provinciale, Francesco Fucetola, il quale, però, è andato di recente in pensione per cui è fuori dall’ipotesi di una misura cautelare.
Misura interdittiva, intesa come divieto di trattare per 6 mesi con la pubblica amministrazione, è stata chiesta anche per la ditta Cogea del noto imprenditore Luigi Palmerini, anch’egli indagato insieme all’imprenditore Italo Cipollone, cui i lavori erano stati dati in subappalto da Palmerini. Tra pochi giorni il gip si pronuncerà su questa richiesta osteggiata dalle difese.
L’indagine è iniziata muovendo dalla notizia che il collaudatore incaricato della verifica tecnico-amministrativa delle strutture consolidate aveva rimesso l’incarico per mancanza del deposito degli elaborati strutturali al Genio civile e del previsto collaudo statico.
Le lavorazioni di consolidamento del ponte danneggiato dal sisma (di proprietà della Provincia) iniziarono nel mese di settembre del 2009 e si conclusero nel luglio 2010, ma di fatto il ponte venne riaperto d’urgenza nel mese di dicembre del 2009. La spesa dell’intervento fu di due milioni. A seguito delle acquisizioni documentali e dell’espletamento di una consulenza tecnica d’ufficio, fu ipotizzato che alcune lavorazioni previste dall’amministrazione provinciale «non erano state effettuate», come sostiene l’accusa, «o lo erano state solo parzialmente, nonostante poi fosse stato corrisposto l’importo previsto nell’appalto, per l’ammontare sottoposto a sequestro». Ieri, dunque, c’è stato un incidente probatorio chiesto dalle difese sulle modalità delle lavorazioni. La perizia, affidata al tecnico Oreste Mammana, inizierà il 7 gennaio 2016 e le conclusioni saranno note il 13 aprile.
Le difese contestano tutto. A cominciare dal fatto che i lavori sono costati meno di quanto preventivato per circa 170mila euro. E per questo la Cogea ha anche realizzato una strada. E, nonostante ciò, si ritrova sotto inchiesta.
Nel corso del procedimento gli indagati sono assistiti dagli avvocati Ferdinando Paone, Roberto Madama, Fabio Alessandroni, Massimo Carosi, Guglielmo Marconi, Angela Sollecchia, Antonio Milo, Stefano Rossi, Claudio Verini.
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