Ponziani: «I malati a casa sono dimenticati»

3 Aprile 2021

AVEZZANO. «Occorre subito un protocollo di cura per i pazienti Covid e quelli post Covid». È la richiesta inoltrata al governatore Marco Marsilio, all’assessore alla Sanità Nicolettà Verì e al...

AVEZZANO. «Occorre subito un protocollo di cura per i pazienti Covid e quelli post Covid». È la richiesta inoltrata al governatore Marco Marsilio, all’assessore alla Sanità Nicolettà Verì e al manager della Asl1 Roberto Testa dall’avvocato avezzanese Guido Ponziani. «Vi racconto la mia esperienza non con l’intenzione di denunciare, ma con l’auspicio che il “meccanismo sanitario” possa essere migliorato per andare maggiormente incontro alle esigenze del malato», scrive il legale, che ha contratto il virus. «Dopo la positività ti metti in isolamento fiduciario e non ricevi alcuna informazione. Chiedi, e ti vengono somministrate delle cure scoprendo che ancora non esiste un protocollo unico per le tre ipotesi della malattia: asintomatica, pauci-sintomatica e sintomatica severa. E dire che il tempo per organizzare e investire risorse dove era effettivamente necessario c’è stato», osserva. «Credo sia indispensabile predisporre un vademecum da inviare via mail al soggetto positivo con un numero di telefono da chiamare per sapere come comportarsi al di là dell’isolamento. Nel frattempo», prosegue Ponziani, «una chiamata automatica una o due volte al giorno ti telefona per sapere se hai la febbre, la tosse e se hai bisogno di un medico. La telefonata viene fatta anche se sei ricoverato e se il medico puoi chiamarlo suonando un campanello. Non credo sia impossibile monitorare tutti i malati attraverso un database da aggiornare periodicamente», considera. «Una volta terminata la fase della malattia vieni inviato a fare il tampone molecolare per conoscere l’eventuale permanenza della positività. Il giorno in cui fare il tampone è affidato al buon cuore di chi ti chiama: è una fase di negoziazione che si conclude in pochi minuti. Effettuato il tampone molecolare torni nell’oblio», sottolinea l’avvocato, «nessuno ti dice nulla, passano più di due giorni, provi a chiamare il numero verde per l’emergenza Covid ma “tutti gli operatori sono momentaneamente occupati”. È indispensabile investire buona parte delle risorse anche in macchinari per processare i tamponi molecolari in modo da dare risposte immediate. Non è normale che accada tutto questo. Qualcosa nel Pubblico non funziona a dovere». (f.d.m.)
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