Porta Barete, cinque i progetti finalisti

Entro la fine di luglio sarà reso noto il vincitore del concorso di progettazione per la riqualificazione della zona
L’AQUILA. Entro la fine di luglio dovrebbe essere reso noto il vincitore del concorso di progettazione, indetto dal Comune dell’Aquila, per la “riscoperta” di Porta Barete.
LA SELEZIONE. La commissione, chiamata a scegliere il progetto migliore, si è riunita nei giorni scorsi e dai 25 progetti presentati in origine ne sono stati selezionati cinque che ora si contenderanno la vittoria. Il “quadro” in cui si muove il concorso di progettazione ha dei punti fermi, fra cui la valorizzazione dell’area dei ritrovamenti archeologici e una serie di interventi volti a valorizzare la chiesa di Santa Croce (dagli accessi al sagrato, alle aree circostanti, alle connessioni pedonali). Le indicazioni date ai concorrenti sono state, in particolare: “Ridefinizione dell’immagine della città dell’Aquila tramite il recupero del tradizionale rapporto tra cinta muraria e aree circostanti; definizione di un anello di verde pubblico attrezzato (risalite, belvedere, modeste strutture di servizio) che deve seguire e sottolineare l’andamento delle mura valorizzandole; tenere conto della vocazione a destinazione pubblica delle aree a ridosso delle mura da integrare con una viabilità pedonale che si sviluppi lungo l’intero perimetro della cerchia muraria cittadina; parcheggi di supporto al sistema di viabilità”. Il costo dell’intervento è per ora fissato in 10 milioni di euro.
IL PREMIO. Il concorso prevede, per il progetto vincitore, un premio di 72.486 euro e la possibilità (non scontata però) che venga preso a base dal Comune per il progetto definitivo, al secondo andranno 13.956 euro e agli altri tre un rimborso spese di poco più di 5.000 euro. La scelta non sarà facile e vedrà impegnata la commissione per almeno un altro paio di sedute. I 5 progetti in esame contengono, tutti, alcuni punti “cardine” che sono in particolare la rimozione del terrapieno di via Roma e del sottopasso di via Vicentini, l’adeguamento di via dei Marsi, la sistemazione di via Santa Croce, il miglioramento degli accessi pedonali all’area con la previsione anche di un ascensore esterno. Da quel che si sa ci sarebbe anche chi ha proposto di rifare il pezzo di cinta muraria fra Porta Barete e il palazzo di giustizia. Tutta l’area dovrebbe essere pedonalizzata (più o meno dalla chiesa di San Paolo a scendere fino a Porta Barete), un ruolo importante lo avrà anche l’arredo urbano, che però dovrebbe interessare anche un’area non vincolata dove è stato già presentato un progetto privato per la parziale ricostruzione di uno dei palazzi che prima insistevano proprio davanti alla chiesa di Santa Croce. La zona è stata spesso al centro di interventi critici da parte di ex proprietari degli appartamenti che da oltre 10 anni attendono di riavere una casa. A una delle sedute della commissione (peraltro pubbliche) ci sono stati anche momenti di discussione proprio sul punto.
PORTA LEONI. Qualcosa si muove (se pur al rallentatore) anche per la riqualificazione di Porta Leoni (zona San Bernardino) che prevede l’abbattimento delle case Ater e la creazione di un belvedere sopra le antiche mura con la realizzazione di camminamenti per valorizzare la cinta muraria. Di recente è stato cambiato il responsabile del procedimento. Al posto dell’architetto Chiara Santoro (che dal 15 giugno è passata agli uffici del Commissario straordinario per la ricostruzione dei territori colpiti dal sisma 2016) è stato nominato Roberto Evangelisti, dirigente del settore “Ricostruzione privata centro e frazioni” che avrà il supporto della dottoressa Stefania Parisse dello stesso settore.
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