Portavoce a 6mila euro, è scontro

5 Gennaio 2019

Febbo accusa Di Pangrazio sull’incarico regionale a D’Amico. Il presidente replica: «Solo un rinnovo»

AVEZZANO. Scatta l’incarico di fine legislatura per Giovanni D’Amico, ex assessore regionale ed ex sindaco di Morino, attuale portavoce del presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio. Così insorge il forzista Mauro Febbo. «Pur di non perdere pezzi e personaggi famosi che sono da sempre parte integrante di questo governo regionale e componenti storici del centrosinistra abruzzese», attacca Febbo, «si continua fino all’ultimo giorno utile a dispensare prebende e parcelle ben remunerate, addirittura forzando regolamenti e leggi, come quella conferita al portavoce Giovanni D’Amico».
Nel mirino di Febbo è finita la «determina numero 44/AA del 27 dicembre scorso». Sostiene Febbo: «Oltre l’incarico di 45mila euro annui già conferito al portavoce del presidente del consiglio regionale, ora è saltata fuori dal cilindro l’assunzione del professionista D’Amico per un solo mese, dal 2 gennaio all’8 febbraio, attraverso un contratto con l’agenzia interinale per un costo complessivo di 5.925 euro. Finita l’attività di consulenza, e non potendo essere prorogata, viene trovata la modalità campestre e discutibile pur di far mantenere una posizione ben retribuita a un amico. Credo, e su questo farò tutte le valutazioni del caso, che si sia fatto un vero e proprio abuso di norme e regolamenti pur di continuare a mantenere in vita una poltrona da 6mila euro mensili».
Sulla questione, Febbo pungola il candidato alla presidenza della Regione.
«Sarebbe curioso conoscere la posizione e il pensiero di Giovanni Legnini, candidato Presidente del centrosinistra», incalza Febbo, «visto che la sua figura dovrebbe essere garanzia di legalità. Non penso che non candiderà il presidente del consiglio uscente o non si avvarrà dell’esperienza di un professionista con esperienza come D’Amico. È inutile, non c’è liste civica che mantenga, il lupo perde il pelo, ma non il vizio, tanto caro al Partito Democratico. In questi anni abbiamo assistito a elargizioni di tantissime consulenze e incarichi senza utilizzare nessun criterio di evidenza pubblica, mentre molti giovani, pur di lavorare, sono stati costretti a emigrare in altre regioni».
Attacco respinto al mittente. «Il portavoce del presidente del consiglio regionale, come tutti i collaboratori dei gruppi regionali e dello stesso Febbo», replica Di Pangrazio, «scade a fine legislatura. Il contratto, senza nessun tipo di forzatura, è stato rinnovato, come ogni anno, ma con scadenza alla fine della legislatura».
Per Di Pangrazio quella di Febbo è «solo una polemica strumentale», visto che «con quell’atto», chiosa il presidente, «si stabilisce che l'incarico del portavoce D’Amico non può andare oltre la fine della legislatura».
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