Post-sisma, 12 milioni per salvare i bilanci

1 Novembre 2017

Contributi straordinari all’Aquila e agli altri centri del cratere sismico per far quadrare i conti

L’AQUILA. Nel pacchetto sisma contenuto nella legge di Bilancio sono stati inseriti anche i contributi straordinari destinati al cratere sismico del 2009.
Si tratta di 10 milioni per il Comune dell’Aquila e altri 2 milioni per gli altri comuni, che permetteranno di approvare i bilanci di previsione degli enti. Risorse che vengono stanziate ogni anno, ma che per la prima volta non sono frutto di emendamenti strappati sul filo di lana: servono per coprire le minori entrate e le maggiori spese legate al post- terremoto.
In particolare, i minori introiti riguardano i tributi locali. «Sono fondi che andranno a scemare nel tempo», spiega la senatrice del Pd Stefania Pezzopane, «e che negli ultimi anni sono riuscita a far inserire grazie ai miei emendamenti alla legge di Bilancio. Quest’anno saranno subito a disposizione dei Comuni del cratere, che potranno così predisporre i bilanci di previsione. Per il Comune dell’Aquila ci sono 10 milioni, una bella cifra, che potrà eventualmente essere integrata in corso d’opera, se risulterà non sufficiente».
Nel testo finale della legge di Bilancio sono previste agevolazioni anche per i territori colpiti dai terremoti più recenti, fino a quello di Ischia dello scorso 21 agosto. Tra le misure, vengono prorogate a tutto il 2019 le zone franche urbane create in Emilia e Lombardia dopo il terremoto del 20 e 29 maggio 2012 e per le stesse aree lo stop al pagamento dell'Imu sugli immobili inagibili è prorogato a tutto il 2018.
Per quanto riguarda il sisma 2009, la senatrice Pezzopane, di concerto con il sottosegretario Paola De Micheli, sta lavorando anche su altri fronti. «Si può intervenire, attraverso appositi emendamenti, sia sul cosiddetto decreto fiscale, che si occupa di disposizioni urgenti», aggiunge Pezzopane, «sia sulla stessa legge di Bilancio, per affrontare le questioni in sospeso. I contratti del personale precario sono stati prorogati fino alla fine del 2018, ma servono ulteriori proroghe, che possano poi consentire ai Comuni di procedere con le stabilizzazioni previste dalla riforma Madia. Un discorso che può essere applicato anche ai co.co.co. Sto cercando una soluzione anche per i dipendenti Ripam assunti a tempo indeterminato nella pubblica amministrazione dopo il concorsone sulla ricostruzione: coloro che sono stati assegnati agli enti locali dovrebbero lavorare fino al 2021, per poi entrare nelle disponibilità. Ho già presentato un ordine del giorno che invita il governo a stabilizzarne la sede di lavoro». Altri emendamenti serviranno per accelerare le procedure delle gare di appalto per le scuole e per la realizzazione dei sottoservizi. (r.s.)
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