Post-sisma, 6 progetti selezionati: così l’Abruzzo investe sulla ricerca 

Ecco il piano del ministero per il Sud: nascono infrastrutture, centri di formazione e presìdi formativi A disposizione 60 milioni. Sono bandi a supporto dell’azione del commissario straordinario Legnini 

L’AQUILA. Ricerca, sviluppo e formazione. Sono sei i progetti abruzzesi, sui 24 totali del cratere sismico Centro-Italia, selezionati dal ministero per il Sud e la coesione territoriale. A disposizione 60 milioni per infrastrutture di ricerca e presidi formativi, che serviranno a rilanciare i territori colpiti dal terremoto, in un’ottica di sviluppo futuro. Si va dalla creazione di nuovi centri di progettazione di soluzioni innovative a servizio dei comuni del cratere, al trasferimento tecnologico, alla formazione universitaria.
I PROGETTI
I bandi fanno parte della misure di supporto all’azione del commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016, Giovanni Legnini, nell’ambito dello sviluppo dei comuni del cratere. «Un lungo e delicato lavoro di elaborazione. Pubblichiamo con soddisfazione l’elenco dei progetti selezionati: nei prossimi giorni effettueremo le verifiche sui finanziari ammissibili», spiega il direttore dell’Agenzia per la coesione territoriale, Paolo Esposito. In totale sono 24 i progetti valutati per il finanziamento di attività di formazione e ricerca nelle aree di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria colpite dal terremoto del 2016-2017. «Le risorse messe a disposizione dall’avviso pubblico», dichiara Esposito, «pari a 60 milioni di euro, saranno ripartite in maniera equa tra le regioni interessate e le tre categorie di intervento previste». In Abruzzo verranno finanziati il laboratorio Legend 1.000-i primi passi dell’Istituto nazionale di fisica nucleare, il laboratorio mobile di ricerca a servizio dei comuni del cratere, progetto proposto dall’Università Chieti-Pescara. Nasceranno anche un polo di ricerca One Health e un centro per il trasferimento tecnologico per la salute pubblica, entrambi gestiti dall’Istituto zooprofilattico sperimentale Abruzzo e Molise. Gli ultimi due progetti selezionati riguardano materiale innovativi per la scienza e tecnologia ad alta resistenza (Infn e Laboratori Gran Sasso) e una scuola di alta formazione regionale per l’innovazione, a cura dell’Università degli studi di Teramo.
OBIETTIVI
L’attività di formazione e ricerca si snoda su tre categorie di intervento: creazione o potenziamento di centri di ricerca con la realizzazione di infrastrutture per la ricerca, sviluppo e la co-progettazione di soluzioni e tecnologie innovative, attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale; trasferimento tecnologico attraverso percorsi integrati di valorizzazione dei risultati della ricerca pubblica e privata e di accesso al mercato, anche finalizzati alla creazione di imprese innovative, attraverso l’erogazione di servizi di sviluppo tecnologico, rafforzamento imprenditoriale, supporto alla tutela della proprietà intellettuale, accesso a operazioni di co-investimento, innovazione aziendale, accordi industriali e commerciali e offerta formativa universitaria. In quest’ultimo caso verranno messe in campo attività di formazione universitaria, alta formazione specialistica e formazione terziaria professionalizzante, coerenti con le vocazioni economiche territoriali.
RILANCIO E SVILUPPO
Obiettivo dell’iniziativa, come spiega l’Agenzia per la coesione territoriale «è sostenere la creazione, lo sviluppo, l’integrazione e la specializzazione delle infrastrutture di ricerca e dei presidi formativi nelle aree colpite dal sisma. La ricerca e la formazione universitaria, infatti, sono strumenti importanti per frenare lo spopolamento di queste aree, promuovendo la resilienza e la rigenerazione delle conoscenze e delle competenze. Grazie alle attività sostenute dal bando, sarà possibile promuovere nuove opportunità economiche e il mantenimento dell’attuale popolazione e delle imprese». Gli interventi avranno una durata massima di 36 mesi dall’avvio.
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