Post-sisma, cittadina protesta: «Casa mia è ormai un rudere»
L’AQUILA. «Sono una cittadina dell’Aquila che dal 2010 aspetta che la sua casa in piazza Sant’Amico venga ricostruita come richiesto più volte agli enti competenti». Inizia così la lettera di Marina...
L’AQUILA. «Sono una cittadina dell’Aquila che dal 2010 aspetta che la sua casa in piazza Sant’Amico venga ricostruita come richiesto più volte agli enti competenti». Inizia così la lettera di Marina Parisse, cittadina aquilana, ancora in attesa della ricostruzione della sua abitazione, distrutta dal terremoto del 6 aprile 2009. «Ho scritto e avuto colloqui con tutti gli esponenti del settore ricostruzione, ho speso migliaia di parole, ho aspettato con fiducia ogni cambiamento e ordinanza che in questi lunghi anni si sono succeduti e ulteriori modifiche del piano ricostruzione. Il tecnico e l’ingegnere», aggiunge, «non hanno mai saputo dare una risposta alle mie domande, dubbi e perplessità, così sono passati mesi ed anni e la mia casa è diventata un rudere con ulteriori danni che si sono aggiunti nel corso del tempo». Secondo Parisse, «i tecnici non sono stati affidabili né rispettosi verso chi gli ha dato fiducia e lavoro». «Insieme all’impresa edile», conclude, «devono dire la verità e quale sia il problema ma, soprattutto, iniziare i lavori senza nascondersi dietro firme e permessi».
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