Post-sisma, i sindaci chiedono più poteri

La sfida degli amministratori: «Dateci da gestire le pratiche per i lavori leggeri, solo così supereremo il blocco totale»
L’AQUILA. I sindaci chiedono più poteri. «Se la ricostruzione è bloccata, ci pensiamo noi a farla ripartire». Questo il messaggio inviato a governo e parlamento dagli amministratori dei 23 Comuni inseriti nel cratere sismico 2016 al termine di un confronto con la delegazione della Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei deputati avvenuto due giorni fa nella sede comunale di Montereale.
I NOVE PUNTI. I sindaci hanno sottoscritto un memorandum in nove punti che è stato consegnato ai parlamentari. Le priorità individuate vanno dalla necessità di sveltire le procedure burocratiche all’urgenza di dotare i Comuni di poteri per la gestione delle pratiche della ricostruzione leggera, fino alle problematiche della viabilità delle aree interne. Tutti gli amministratori abruzzesi presenti all’incontro hanno sottoscritto il documento. I primi cittadini, dunque, chiedono il «coinvolgimento dei Comuni nella cabina di regia dove vengono prese le decisioni che riguardano i nostri territori senza il coinvolgimento dei sindaci e, quindi, delle comunità stesse. Occorre, inoltre, la rimodulazione della rendicontazione prevista dalle ordinanze perché si producono ritardi nell’erogazione delle somme dovute alle imprese che hanno anticipato le somme utilizzate per la messa in sicurezza dei territori».
RICOSTRUZIONE LEGGERA. Per gli amministratori locali, si rende necessario, inoltre, un «provvedimento legislativo volto al trasferimento dell’istruttoria per la ricostruzione privata leggera ai Comuni, visto lo stallo totale in cui versa da due anni con un notevole aggravio di spesa per lo Stato, considerata l’enorme erogazione di contributi per l’autonoma sistemazione. Occorre, poi, rivedere almeno il rapporto tra Stato e Regioni, ripristinando il concetto dell’intesa per le procedure anziché la formula “sentite queste ultime”. Bisogna poi stabilire», proseguono i sindaci, «un processo legislativo integrato per i Comuni che hanno il doppio cratere».
VIABILITÀ E SEGRETARI. SI chiede, inoltre «l’ultimazione della strada 260 che collega L’Aquila alla statale 4 via Salaria, collegamento importante tra Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche che andrebbe ad agevolare lo sviluppo di quattro regioni. Molti Comuni, inoltre, a seguito del terremoto, non hanno più il segretario per via di trasferimenti. Si chiede di impegnare il ministro dell’Interno all’immediata soluzione del problema che causa il blocco dell’attività amministrativa. Il parlamento», chiedono i sindaci, «riservi subito attenzione particolare alle aree montane con un aggiornamento della legge 97/1994 e la previsione di agevolazioni, contributi, esenzioni e il mantenimento dei servizi essenziali come scuola e sanità. Infine, serve la rimodulazione della zona economica speciale finalizzata al sostegno e sviluppo socioeconomico di imprese e famiglie del cratere sismico». Ma l’urgenza principale, chiosa il sindaco di Montereale Massimiliano Giorgi, «è l’ufficio di Teramo che non funziona e blocca la ricostruzione. È l’unico che sta al 6% di pratiche rilasciate, 30 su 1000, mentre gli altri stanno tutti oltre il 30%. O si risolve questo o sarà mobilitazione totale».
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