Post-sisma, il Pd: 140 milioni da destinare

25 Marzo 2023

Chiesti un incontro a Fiorentino della Struttura di missione e la riapertura del tavolo di concertazione

L’AQUILA. «Serve un nuovo Restart». È quanto sostiene il Pd aquilano che chiederà presto un incontro con Mario Fiorentino, coordinatore della Struttura tecnica di missione, l’organismo deputato a orientare gli interventi sui processi di ricostruzione e di sviluppo nei territori colpiti dal sisma del 2009. L’obiettivo è “misurare” lo stato d’attuazione dei progetti a valere sul 4% dei fondi per la ricostruzione destinati allo sviluppo socioeconomico del territorio. In tale direzione i dem depositeranno nei consigli comunale e regionale anche una mozione, mentre il senatore Michele Fina sta preparando un’interrogazione alla presidenza del consiglio. È quanto emerso giovedì pomeriggio durante l’assemblea organizzata nella sala Rivera di palazzo Fibbioni dalla costituente “L’Aquila domani”. Il Pd, infatti, intende arrivare all’incontro con Fiorentino con una proposta condivisa e concertata.
«Cospicuo il pacchetto di risorse disponibili: 220 milioni a valere sulla legge di Stabilità 2015 e sui residui del decreto-legge 43/2023, cui vennero aggiunti i 100 milioni già assegnati con la delibera Cipe 135/2012», spiegano i dem. «All’epoca si è iniziato immediatamente a dare attuazione concreta al programma, anche con la convocazione periodica del tavolo tecnico voluto dall’allora vicepresidente della giunta regionale Giovanni Lolli. E i risultati arrivarono, se è vero che tre anni e mezzo dopo, ad aprile 2019, risultavano approvati interventi per quasi 223 milioni, di cui 186 assegnati. Con l’arrivo del centrodestra all’Emiciclo, però, il meccanismo si è inceppato: poco si è fatto da allora, se è vero che l’ultima delibera Cipe approvata, la 19 del 2022, certifica che vanno ancora indirizzati oltre 32 milioni di euro; significa che negli ultimi quattro anni si è riusciti ad impegnare poco più di 60 milioni».
Inoltre secondo il Pd, vanno indirizzate le risorse del 4% a valere sull’ultimo stanziamento per la ricostruzione, i 2,75 miliardi assegnati dal governo Conte nell’ottobre 2020: 110 milioni di euro che, sommati agli oltre 32 milioni che residuano dalla vecchia programmazione, costituiscono un plafond di oltre 140 milioni di euro da impegnare nei prossimi anni sul territorio, in combinato, tra l’altro, con le risorse del Pnrr e del fondo complementare per le aree sisma. «Va ricostituito formalmente il tavolo di concertazione», concludono i dem. «Ciò che serve è un nuovo Restart». (m.c.)