Post-sisma, l’odissea di due cittadini

Scrivono una lettera aperta alle istituzioni: «La ricostruzione per noi non è partita»
L’AQUILA. Anche nella frazione aquilana di Valle Pretara c’è chi vive l’odissea di una ricostruzione privata post-sisma che stenta a decollare nelle pratiche più ingarbugliate.
In particolare Florinda Pastorelli e Alessandro Martinelli, due cittadini che hanno scritto una lettera aperta diretta “a chi di dovere”. «Siamo i proprietari di una porzione di fabbricato sito in via Asmara 36 in comproprietà con l’Ater, nella cui parte aveva sede, già da lungo tempo prima del terremoto, l’associazione Aptdh, molto conosciuta in città per il suo impegno a favore dei portatori di handicap», si legge nella lettera aperta dei due cittadini, che spiegano: «Ma torniamo brevemente indietro di ben 14 anni. Avviato subito dopo il sisma l’iter burocratico per la ricostruzione del fabbricato in questione (categoria E quindi da abbattere e ricostruire), il progetto è stato messo a punto in tempi accettabili e approvato. Abbiamo a quel punto atteso pazientemente la ricostruzione. Sono passati 14 anni dal sisma ma tutto è ancora fermo».
Scrivono ancora i due aquilani, lanciando un appello: «Nel frattempo però ci siamo dati da fare per capire il motivo di questo ritardo ma le cose si sono ingarbugliate sempre di più: dirottati da un ufficio all’altro, è in questo frangente che noi, gente perbene, abbiamo compreso a fondo il triste e avvilente gioco dello scarica barile. Ormai, nonostante tutto, e prima di intraprendere altre vie di risoluzione meno morbide, non ci resta sperare che chi di dovere, dia risposte plausibili che portino risultati concreti perché crediamo ormai di averne diritto non solo noi, bensì anche quelli (forse non sono pochi) che si trovano nella nostra stessa situazione». (g.p.)
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