Poste, direttore a processo Un cliente: persi i risparmi

7 Febbraio 2020

In tribunale la testimonianza choc di un anziano che si è visto prosciugare il conto Il 42enne è accusato di peculato e falsità ideologica ma respinge ogni addebito

COLLELONGO. «Ho perso tutti i risparmi di una vita in un solo colpo». È questo il racconto choc davanti al collegio del tribunale di Avezzano di un pensionato marsicano che si è ritrovato il conto alle Poste prosciugato a causa di una presunta truffa. Sotto accusa, per i reati di peculato, falsità ideologica e materiale, Raffaele Di Renzo, 42 anni, di Avezzano, ieri mattina finito davanti al collegio presieduto dal giudice Zaira Secchi.
«Mi ero recato alle Poste per ritirare 800 euro», ha raccontato il pensionato, «ma mi accorsi che c’era un pesante ammanco che non poteva essere giustificato in alcun modo. Quindi segnalai la questione a Poste Italiane e alle autorità per capire che cosa fosse accaduto».
Secondo la tesi accusatoria, l’imputato si sarebbe impossessato, in qualità di direttore dell’ufficio postale di Villavallelonga, dei risparmi di persone anziane del paese per una somma di 30mila euro. I fatti contestati si riferiscono agli anni che vanno dal 2011 al 2012. In quest’arco temporale, sempre stando all’accusa, il direttore dell’ufficio postale sarebbe venuto in possesso dei soldi degli anziani che avevano risparmi e di buoni fruttiferi. Somme che erano inizialmente in lire e, dal 2001, erano state convertite in euro. Parte del denaro che si ritiene sia stato sottratto, riguarda anche interessi maturati sui depositi e buoni fruttiferi emessi dal 1991 in poi. Per far risultare tutto in regola, sempre in base all’accusa, Di Renzo avrebbe compilato anche false distinte d’ordine degli assegni circolari con addebito sui conti dei correntisti e avrebbe apposto firme false su documenti e false attestazioni di avvenuti rimborsi dei titoli. In un’occasione avrebbe anche presentato ai carabinieri della stazione di Trasacco, competenti per territorio, una falsa denuncia di smarrimento di un titolo di credito. Una decina i pensionati interessati dal presunto raggiro. Proprio uno di loro, però, aveva notato che i conti non tornavano e si era rivolto alle forze dell’ordine. L’accusa è stata rappresentata dal pubblico ministero Maurizio Maria Cerrato. Per ora le Poste hanno rimborsato i titoli e gli interessi ai correntisti. L’udienza è stata aggiornata al 3 dicembre prossimo per la discussione.
L’imputato ha sempre respinto ogni addebito parlando di accuse infondate. Accuse che per la difesa vengono fatte da un unico correntista e non da più anziani.
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