Poste licenzia in tronco l’impiegata infedele

La donna accusata di aver derubato 7 clienti. L’azienda: «Risarciremo tutti i risparmiatori coinvolti»
AVEZZANO. È stata licenziata l’impiegata delle Poste accusata di aver sottratto somme di denaro dai libretti di risparmio di alcuni clienti. Quando l’ufficio frodi di Poste Italiane ha iniziato a nutrire dei sospetti, l’operatrice di sportello della sede di via Cavalieri di Vittorio Veneto di Avezzano è stata subito destinata ad altro incarico e poi licenziata in tronco all’esito delle indagini che hanno accertato la piena responsabilità.
«I fatti risalgono a maggio 2020 e la persona in questione non è più una dipendente di Poste Italiane dallo scorso 19 ottobre» spiega l’azienda, precisando «che tutti i cittadini coinvolti saranno risarciti delle somme indebitamente sottratte. Poste Italiane ha prontamente avviato delle indagini interne che hanno consentito di individuare le operazioni sospette e fornito, sin dal primo momento, la massima disponibilità per l’accertamento dei fatti alle autorità responsabili delle indagini».
Sono almeno sette le persone truffate dall’ex impiegata di Poste Italiane. Con la scusa di falsi problemi di connessione, chiedeva ai clienti di reinserire il codice Pin di accesso al libretto postale effettuando così un secondo prelievo di denaro all’insaputa dell’utente che riusciva ad accorgersi dell’ammanco solo al successivo accesso e dopo diversi giorni. In tal modo la donna si è appropriata di somme che vanno minimo di 300 ad un massimo di 500 euro a prelievo per un totale di circa 2800 euro. È accusata di indebito utilizzo e falsificazione di carte di credito e di pagamento con l’aggravante di aver commesso il fatto con violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione o a un pubblico servizio. Le indagine della squadra anticrimine del commissariato di Avezzano sono partite in seguito alla segnalazione dell’ufficio frodi di Poste Italiane dopo gli ammanchi denunciati dai titolari di alcuni libretti di risparmio. (f.d.m.)

