«Posti auto a pagamento improponibili»
L’AQUILA. L’avvocato cassazionista Riccardo Lopardi, in una nota che ha anche suscitato l’interesse dell’attuale amministrazione municipale, contesta, dal punto di vista giuridico, l’idea della...
L’AQUILA. L’avvocato cassazionista Riccardo Lopardi, in una nota che ha anche suscitato l’interesse dell’attuale amministrazione municipale, contesta, dal punto di vista giuridico, l’idea della predisposizione delle soste a pagamento in città. «Mi pare difficile sostenere», dice l’avvocato, «che ciò sia conforme a legge poiché l’articolo 7, comma 8, del Codice della strada prevede che, ove disposta la sosta a pagamento “su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze” dev’essere disposta la sosta senza custodia e senza dispositivi di controllo di durata della sosta, cioè, gratis. Questa è la regola, l’eccezione è per le aree pedonali, per le zone a traffico limitato e per le zone di particolare rilevanza urbanistica da individuare rigorosamente».
«Nel nostro caso», prosegue, «mi pare che vi sia una evidente preponderanza dei posti macchina destinati a pagamento, il che non dovrebbe essere consentito. D’altro canto i proventi della sosta a pagamento non debbono, per legge, costituire una fonte di entrata del Comune, ma devono essere destinati a realizzare altri parcheggi, opere per migliorare la circolazione, e altro, il che costituisce una remora all’eccessivo proliferare di tale regolamentazione».
«In virtù del principio di equivalenza tra parcheggi a pagamento e gratuiti», aggiunge l’avvocato, «il Tribunale amministrativo del Lazio, con una sentenza del 2008, emessa dalla seconda sezione, annullò il piano parcheggi del Comune di Roma».
La polemica sui posti auto a pagamento era sorta alcuni mesi fa quando, senza particolari annunci, spuntarono i parcometri, poi mai entrati in funzione.(g.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

