Posti auto in tribunale, avvocati in rivolta

12 Febbraio 2018

Peretti (presidente Ordine): «Sono 15 anni che deve essere completato il parcheggio interrato»

L’AQUILA. «Nonostante i buoni propositi, invero solo verbali, per completare e chiudere l’annosa questione del parcheggio sotterraneo antistante il palazzo di giustizia, dopo oltre tre lustri, la situazione è sempre la stessa e lo scheletro di cemento, ormai in evidente stato di disfacimento, è lì che fa bella mostra di sé». Lo afferma il presidente dell’Ordine degli avvocati, Carlo Peretti. «E il Comune, stazione appaltante dell’opera pubblica», prosegue, «non riesce a dare neanche risposte verosimili, tendenti al credibile. Di effettivo, in realtà, c’è soltanto quello che si vede, ovvero un vecchio cantiere abbandonato e recintato con una cadente staccionata di legno ammalorato, con al centro una svettante gru che gira su se stessa da quasi due decenni. A nulla sono valsi gli inviti, a volte garbati, altre volte decisi, perché si completasse finalmente l’opera ubicata, per giunta, all’ingresso della città e lungo la via pubblica più trafficata della nostra città, ovvero via XX Settembre. Così è bizzarro, se non paradossale, che un presidio importante come è quello della Corte d’Appello, ormai ricongiunta con il palazzo di giustizia completamente rinnovato e moderno, non abbia un parcheggio adeguato alle esigenze della collettività dell’intero distretto abruzzese, visto che la Corte esercita le competenze su tutta la regione».
«Le doglianze», dice ancora Peretti, «ormai si ripetono quotidianamente, ma l’amministrazione comunale rimane inoperosa senza cogliere l’importanza del compimento dell’opera che assurge ormai a specchio della situazione difficile della città su cui, però, non ci si può rassegnare».
«Torno, dunque non solo come presidente dell’Ordine degli avvocati, ma come cittadino», conclude, «a sollecitare con forza l’ente civico perché provveda, in tempi certi e ragionevoli, al completamento della struttura per il soddisfacimento delle esigenze di una città che non lesina di vantare di essere il capoluogo di regione». Il problema era stato segnalato, tre settimane fa, anche dalla presidente della Corte d’Appello, Fabrizia Ida Francabandera, che nella relazione annuale aveva censurato questa situazione parlando anche della mancanza di un bar dentro gli uffici.
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