Posto di polizia alla stazione Chiusura confermata

Nuovo allarme dei sindacati: un altro colpo alla Valle Peligna I due agenti potrebbero essere trasferiti al commissariato

SULMONA. Il ministero dell’Interno conferma la chiusura della Polfer e invita i sindacati a far pervenire le osservazioni entro il prossimo 20 agosto. La circolare, a firma del direttore Tommaso Ricciardi, annuncia la chiusura di Sulmona, Macomer (Nuoro) e Sondrio. I due poliziotti in servizio, secondo il ministero, potranno essere trasferiti al commissariato di polizia, alla stradale e alla sua sottosezione oppure alla Polfer di Pescara, in caso di necessità.

Torna a farsi concreta, dunque, la paura per la soppressione del posto di polizia alla stazione ferroviaria. I sindacati sono pronti a dar battaglia a suon di numeri e risultati del presidio, che fino a cinque anni fa aveva 5 agenti, poi ridotti a due. Dal 2010 sono state 4.208 le persone identificate tra cui molti detenuti con permessi speciali, 72 le autovetture controllate; 279 scorte ai treni viaggiatori; 92 contravvenzioni al codice della strada; 70 delitti in ambito ferroviario e 7 fuori dalla stazione; 8 arresti; 17 denunciate in stato di libertà. Numeri e cifre che dimostrano l’importanza del secondo scalo ferroviario in Abruzzo, sede di un deposito di rame e dell’unica sala operativa regionale, con 65 treni in transito giornaliero, 200 dipendenti e 400 posti auto.

«La cancellazione del posto Polfer produrrebbe un deficit rilevante per la sicurezza delle persone che accedono per qualsiasi motivo a detto scalo ferroviario e delle cose, nonché l’ennesima punizione per il territorio della Valle Peligna», interviene Kristian Serafini del Coisp, «chiediamo in risposta ad una scellerata chiusura dei posti di polizia, di valutare effettivamente il reale stato di necessità che ha l’intero indotto ferroviario di Sulmona, manifestando inoltre il proprio dissenso per la carenza del personale che non può continuare a svolgere le seguenti mansioni con soli due operatori. La chiusura di tale presidio sarebbe irrilevante in termini di risparmio in quanto, personale escluso, le spese di gestione, riscaldamento energia elettrica, servizio di pulizia, manutenzione ordinaria e straordinaria sono a carico delle Ferrovie dello Stato».

Scendono in campo anche il Comune e la Provincia, con la consigliera Roberta Salvati. «Ci siamo già attivati come Provincia e Comune per fare il possibile», incalza, «stiamo parlando del secondo scalo ferroviario più importante della regione che non può restare sguarnito del posto di polizia che fa numeri importanti dal punto di vista dei controlli e della repressione dei crimini».

Federica Pantano

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