Powercrop atto finale, centrale bocciata

5 Ottobre 2019

Il Tar respinge anche l’ultimo ricorso della società e di Sadam contro Regione Abruzzo, Comune di Avezzano e altri Enti

AVEZZANO. Il Tar mette una pietra tombale sopra al progetto della centrale a biomasse della Powercrop, la più grande opera nel suo genere mai progettata nel territorio marsicano e abruzzese. Prevista nei pressi di Borgo Incile ad Avezzano.
La prima sezione del Tribunale amministrativo regionale ha respinto il ricorso presentato da Powercrop srl ed Eridania-Sadam spa contro la Regione, il Comune di Avezzano e numerosi altri Enti che avevano bloccato il procedimento di autorizzazione per la costruzione e l’esercizio di un impianto di produzione di energia a biomasse.
Nel 2007 era stato sottoscritto da Powercrop ed Eridiana Sadam, dalla Regione Abruzzo, dalla Provincia dell’Aquila, dal Comune di Celano e dalle organizzazioni sindacali un progetto di riconversione della filiera agroenergetica e orticola. Un progetto di portata nazionale che avrebbe riconvertito anche l’ex zuccherificio, con la possibilità di recuperare posti di lavoro. Tutto sembrava fatto. Era stato addirittura ottenuto il parere favorevole del Via e rilasciata la piena compatibilità ambientale.
Dopo anni di tira e molla burocratici e giudiziari, oltre che di protesta sociale con la nascita anche di comitati civici di opposizione alla centrale, nel 2016 il colpo di scena. Un gruppo di lavoro creato ad hoc dopo diversi ricorsi al Tar rilevava gravi inadempimenti da parte delle società Powercrop ed Eridiana, tali da giustificare la risoluzione dell’accordo. Secondo la società, però, gli inadempimenti attribuiti erano inesistenti e comunque non erano di gravità tale da giustificare la risoluzione. Era stato quindi presentato un ricorso con richiesta cautelare. Successivamente, con il passare del tempo, anche le leggi sono cambiate. Già con l’entrata in vigore del Decreto Calenda la redditività dell’operazione era stata intaccata. Così i ricorrenti hanno deciso di andare direttamente sul merito. Il Tar però ha respinto. Determinante nella decisione della Regione di rescindere l’accordo, ma anche nella decisione finale del tribunale, è stata l’esclusione dal progetto iniziale della centrale orticola. Questo probabilmente è stato uno dei motivi più importanti per cui la Regione ha recesso dall’accordo. Powercrop si è sempre difesa in udienza sostenendo che «quale alternativa al progetto orticolo originario era stato scelto» su proposta della Coldiretti, «un impianto a biogas, che avrebbe dato agli agricoltori la possibilità di conferire all’impianto a biogas il mais prodotto in luogo della bietola». Se i ricorrenti, Powercrop ed Eridiana, avessero vinto il ricorso, la Regione, ma forse anche per altri Enti, avrebbe rischiato pesanti penali. Le aziende avrebbero potuto chiedere un risarcimento milionario per mancato guadagno e da ritardo. Questo anche alla luce dalla perdita degli incentivi. Oltre alla Regione e a numerosi altri Enti e associazioni di categoria, si oppose anche il Comune di Avezzano.
La sentenza, che arriva dopo anni di dibattiti sulla questione, ha confermato i timori sollevati dall’inizio dal territorio marsicano.
«Una pronuncia importante», ha commentato l’avvocato Herbert Simone, che difendeva il Comune di Avezzano, «una decisione che conferma la fondatezza delle opposizioni al progetto, che a quanto pare aveva un obiettivo speculativo».
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