Powercrop, dove l’insediamento?

11 Aprile 2015

Dubbi sulla dislocazione alternativa richiesta dal governo

AVEZZANO. All'indomani delle due risoluzioni approvate in consiglio regionale contro l'insediamento Powercrop ad Avezzano, cresce il coro di no. Ma se la riconversione non avverrà tramite l'impianto di Borgo Incile, dove approderà l'insediamento? Il documento presentato dal presidente del consiglio, Giuseppe Di Pangrazio, dal presidente della commissione Agricoltura, Lorenzo Berardinetti, sottoscritto anche dall’opposizione, ma non dal Movimento 5 Stelle, impegna la Regione «a dare il parere negativo a un impianto da 30 megawatt e ad adottare ogni iniziativa utile alla salvaguardia dei livelli occupazionali». Il secondo, sottoscritto dal M5S, votato all'unanimità, impegna anche a riconoscerne l'incompatibilità con il contesto del Fucino e, più in generale, la Marsica e a ritirare adesione della Regione ad accordi per la riconversione degli ex zuccherifici. «Il nodo principale», ha aggiunto il consigliere Mauro Febbo, «riguarda l’accordo col Ministero (Governo Prodi), Regione (Del Turco), Provincia (Pezzopane) e Comune di Celano, dal quale bisogna uscire. Per l'assessore alle Politiche agricole, Dino Pepe, «l'impegno della giunta rappresenta un ulteriore tassello per la difesa dell'agricoltura marsicana», mentre per l'assessore all'Ambiente, Mario Mazzocca, «è un importante passo avanti verso la tutela dell'ambiente e delle vocazioni del territorio». L'assessore di Avezzano, Roberto Verdecchia, che porta a casa il risultato, si dice soddisfatto ma è polemico: «È un grande risultato ma i 5 Stelle non hanno capito che nella politica esiste anche il fair play e sono indignato perché non bisogna inneggiare alla morte delle figure istituzionali come hanno fatto alcuni di loro fuori dall’Emiciclo con croci col nome del presidente Di Pangrazio».

Pietro Guida

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