Pratola, allarme cinghiali Agricoltori esasperati

PRATOLA PELIGNA. L’ultima invasione dei cinghiali, arrivati a poche decine di metri dal parco giochi della villa comunale, continua a creare preoccupazione e timori tra i residenti di Pratola Peligna....
PRATOLA PELIGNA. L’ultima invasione dei cinghiali, arrivati a poche decine di metri dal parco giochi della villa comunale, continua a creare preoccupazione e timori tra i residenti di Pratola Peligna. La decisione di non procedere all’abbattimento selettivo ha infatti creato molte perplessità perché i circa venti cinghiali che si sono avventurati fino al centro abitato hanno potuto far ritorno nelle campagne circostanti restando un potenziale pericolo sia per le coltivazioni e per gli agricoltori che per l’incolumità delle persone. Non è la prima volta infatti che i cinghiali si avventurano nel centro abitato di Pratola incutendo paura tra i residenti che a più riprese hanno chiesto una soluzione definitiva al problema. Stessa posizione assunta dagli agricoltori che ormai da anni si trovano a dover fare i conti con questi animali altamente distruttivi che ogni anno provocano danni ingenti al raccolto limitando pesantemente i guadagni senza che i rimborsi riescano a bilanciarne gli effetti. Sul tema cinghiali il controllo attivato dalla polizia provinciale con l’aiuto degli Atc (Ambiti territoriali di caccia) sta dando buoni risultati al contenimento della presenza degli ungulati sul territorio ma non è sufficiente a risolvere il problema. Anche la Regione ha avviato un confronto con agricoltori, con l’Atc e i sindaci al fine di attivare ogni più utile azione diretta alla salvaguardia del comparto agricolo e della sicurezza delle persone. «Basta con questa situazione di incertezza», afferma la portavoce degli agricoltori, Ombretta Petrella, «vogliamo che gli strumenti amministrativi che regolano la problematica sulla fauna selvatica siano più incisivi e diretti a tutelare la dignità degli agricoltori e la sicurezza dei cittadini, andando anche ad agevolare l’attività della polizia provinciale, dagli Atce dai sele controllori». (c.l.)
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