Pratola dà l’addio a Dino sulle note della banda

29 Luglio 2015

Folla ai funerali del neolaureato morto nello schianto sull’autostrada A/1 Il parroco ai familiari: «Siate forti». Ricordato anche l’amico scomparso

PRATOLA PELIGNA. Il caldo sole di luglio non ce l’ha fatta ad asciugare le migliaia di lacrime versate nel giorno del funerale di Dino Palombizio. Il feretro del 25 enne, morto nell’incidente sull’autostrada A/1, è stato accolto alle 17 di ieri da un mare di persone in attesa sul sagrato della chiesa della Madonna della Libera, nella sua Pratola Peligna. Con loro anche i musicisti della banda locale che hanno intonato una marcia funebre per onorare la sua memoria.

Dentro la chiesa, il compito di consolare i genitori, parenti, amici, colleghi dell’università e tutti i presenti, è toccato a padre Renato Frappi. Un impegno difficile per cercare di dare un senso alla morte di un ragazzo da poco laureatosi in medicina, religioso, amante della famiglia, stimato e apprezzato per le sue qualità, tragicamente scomparso nel pieno degli anni.

«Non guardiamo al feretro, ma alziamo gli occhi al cielo dove Dino continua a sorriderci e a darci forza», ha esordito padre Renato, «la vita di questo figlio di Pratola deve essere di esempio per i molti ragazzi che si lasciano andare, perdendosi in cose futili». Poi l’omelia del parroco è continuata rivolgendosi direttamente al padre di Dino, Maurizio, alla madre Nunzia, ai fratelli Mauro e Attilio: «Siate forti e pensate che il suo spirito continuerà a vivere in voi». Parole lette da un foglio che il sacerdote ha deciso di utilizzare per evitare, nonostante gli anni e la sua esperienza, di essere preda dell’emozione, ma la morte di Dino, ha rischiato di mettere in dubbio anche le certezze più vere. Alla fine dell’omelia le parole del parroco sono state accolte da un lungo e caldo applauso. Un moto spontaneo di apprezzamento dei molti presenti. Lo stesso scrosciare di mani si è verificato durante l’uscita dalla chiesa del feretro portato a spalla dagli amici di Dino. Poi, il lunghissimo corteo funebre, con le note del Requiem intonate dalla banda si è diretto verso il cimitero comunale.

Lungo la strada altre persone si sono aggiunte al dolore di un’intera comunità segnata dalla tragica fine di un suo figlio, tra i più promettenti.

Davanti al cancello del cimitero è stata fatta una breve sosta per un ultimo commiato. Durante la messa è stato ricordato anche l’amico di Dino, Marco Niutta, deceduto anch’egli nel terribile schianto sull’A1 tra Anagni e Fiuggi. I due giovani tornavano a Roma dopo aver preso parte ad una serata di festa per una laurea. Con loro viaggiavano anche due ragazze uscite senza gravi conseguenze dall’incidente. Diversa la sorte toccata ai due amici.

Federico Cifani

©RIPRODUZIONE RISERVATA