Pratola, prima campanella per i 320 studenti trasferiti

29 Ottobre 2014

Dopo 10 giorni di stop forzato si torna in classe, esposti striscioni di benvenuto La sistemazione durerà almeno un anno in attesa dei lavori nel vecchio istituto

SULMONA. Dopo dieci giorni di stop forzato torna a suonare la prima campanella per i 320 studenti dell’Itc «De Nino» e dell’Itgc «Morandi» di Sulmona. Ma come annunciato nei giorni scorsi, la campanella è risuonata nell’Itis di Pratola Peligna dove gli studenti resteranno per almeno un anno. Tempo stimato per ultimare i lavori di adeguamento dell’edificio di Sulmona, sede storica della scuola. Chi si aspettava caos e disagi per un trasloco così massiccio, deciso e organizzato in pochi giorni, ha dovuto ricredersi. Tutto è andato nel migliore dei modi con i bus navetta partiti solo con qualche minuto di ritardo rispetto alla tabella di marcia fissata dalla dirigenza scolastica. Quattro i pullman che hanno trasportato i ragazzi provenienti non solo da Sulmona ma da tutti i paesi del circondario. Ad attenderli a Pratola hanno trovato i vecchi professori e i nuovi amici dell’Itis che li hanno accolti con striscioni affissi all’ingresso dell’edificio, con su scritto «Felice è la casa che ospita un amico» e «Benvenuti nella nostra scuola». Cartelli e totem in evidenza nell’ampio e luminoso atrio della scuola, per fornire tutte le indicazioni utili agli studenti per raggiungere le loro classi e i laboratori resi più accoglienti da poster e serigrafie.

Il preside ha voluto far affiggere un manifesto particolare con il discorso di Pericle agli ateniesi sulla democrazia nel 461 a.C. (tratto da Tucidide). I ragionieri sono stati sistemati al secondo piano mentre i geometri al piano terra. Le lezioni hanno avuto inizio con qualche minuto di ritardo dovuto alle varie novità trovate dai ragazzi con la nuova sistemazione.

Soddisfatto il preside Massimo Di Paolo, per un primo giorno di scuola senza intoppi ma soprattutto per il lavoro di squadra fatto in questi giorni che ha consentito di non compromettere più di tanto il programma di studi. «La scuola è tornata ad essere al centro, rispettando la propria autonomia di scelta senza condizionamenti», ha voluto sottolineare con un pizzico di soddisfazione. «Un fatto importante che ci consente di ricominciare con il programma da dove ci eravamo fermati dieci giorni fa, con la stessa determinazione e la stessa voglia di imparare in un ambiente scolastico accogliente e attrezzato. Elementi essenziali per una scuola di eccellenza come vuole essere la nostra». Un po’ frastornati i ragazzi dal trasloco forzato che hanno accettato con non poche riserve. «La scuola è bella, accogliente e attrezzata», afferma Anna Maria della 2ª A, «ma vigileremo affinché la politica e tutti gli altri mantengano le promesse fatte per un ritorno a Sulmona nei tempi stabiliti».

Claudio Lattanzio

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