Precari Asl cacciati dal posto di lavoro

2 Agosto 2016

Ospedale, al loro posto i vincitori di concorso. Scoppia la protesta: nessuno ci ha licenziato, continueremo a lavorare

AVEZZANO. La Asl apre le porte agli operatori socio sanitari vincitori del concorso dello scorso anno ma non avvisa i precari che si recano ugualmente al lavoro e scoppia il caos. Va avanti da un anno la vicenda che riguarda gli operatori socio sanitari della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila. Dopo il contestatissimo concorso dello scorso anno a Roccaraso e decine di ricorsi la Asl ha deciso di assumere i 4 vincitori della selezione e poi, via via, gli altri idonei mettendo di fatto alla porta i precari che da anni lavorano per l’azienda sanitaria. La notizia è stata comunicata ai media ma evidentemente non ai diretti interessati che ieri mattina si sono presentati in ospedale per il loro turno di lavoro.

«Sono rientrata in servizio dopo la malattia», ha precisato Luigia Panella, operatrice socio sanitaria, «non avendo ricevuto comunicazioni sono entrata in pronto soccorso e ho iniziato a lavorare svolgendo le mie tradizionali mansioni: ho pulito le barelle, sterilizzato e sistemato i ferri e altre cose. Sono passate circa due ore fino a quando dei medici mi hanno detto che io non potevo stare lì».

Con una nota ufficiale nei giorni scorsi il manager Rinaldo Tordera aveva annunciato l’ingresso degli operatori socio sanitari in ospedale. Ma ai precari non è arrivato nulla. «Sono entrata e ho timbrato regolarmente», ha raccontato Luigia Panella, «ho svolto le mie mansioni come sempre, senza che nessuno mi dicesse nulla perché ormai sono anni che opero in questo modo. Quando poi ho incontrato dei medici mi hanno spiegato che non dovevo essere lì e il mio lavoro era terminato. Io ho precisato che non sapevo nulla e non ero intenzionata ad andare via. Visto però che nessuno voleva mettermi per iscritto che non dovevo essere lì ho chiamato i carabinieri». Le forze dell’ordine sono arrivate al pronto soccorso dove la donna stava lavorando e hanno preso nota dell’accaduto. «Ho 53 anni e da 14 sono precaria in questo settore», ha continuato l’operatore socio-sanitario, «come me altre lavoratrici sono state bloccate ieri mentre erano nei vari reparti perché non dovevano essere lì. Io fino alle 14 sono rimasta, ma non ho potuto toccare nulla. Non possiamo vivere sempre in questo stato di precarietà. Sono quattro anni che lavoro per la Asl e non è la prima volta che accadono questi episodi, sono esausta». Sono 66 i precari che dovranno lasciare le strutture ospedaliere della provincia per lasciare il posto ai vincitori del concorso. «Ho lavorato regolarmente fino alle 11», ha raccontato Franca Ferracane, «poi mi è stato riferito che dovevo lasciare il reparto di Neurologia e mi dovevo togliere la divisa. Io mi sono rifiutata perché nessuno mi ha dato una lettera di licenziamento in mano. Poi ho chiamato la Finanza e ho denunciato l’accaduto e domani mattina (oggi per chi legge) andrò a firmarla. Anche nei prossimi giorni andrò in reparto e come me un’altra mia collega».

Eleonora Berardinetti

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