Precari Asl, proclamato lo sciopero

20 Gennaio 2023

Uil e Cisl denunciano mancanze di tutela per 60 lavoratori: stop il 27 gennaio

SULMONA. «Il tentativo di raffreddamento avvenuto in prefettura a dicembre aveva riacceso uno spiraglio di fiducia nei lavoratori in somministrazione impegnati in ruoli amministrativi alla Asl, ma il 2023 fa cadere di nuovo tale personale ormai utilizzato da anni in posizioni strategiche dell’ente, sfruttato in periodo pandemico senza sosta, tenuto appeso ad un rinnovo contrattuale mensile definito costantemente l’ultimo giorno utile». Esordiscono così le segreterie di Uil-Temp e Felsa Cisl tornate a denunciare la mancanza di tutela per circa 60 precari nei ruoli amministrativi. Ragione per la quale hanno proclamato per l’intera giornata del 27 gennaio una giornata di sciopero. «Alla riapertura del bando di concorso a loro dedicato», afferma o Uil e Cisl, «non sta seguendo alcuna certezza su come verrà affrontato il periodo transitorio dato che il contratto di fornitura di personale d’ufficio in regime di somministrazione lavoro si è concluso e non è stato rinnovato. Troviamo tuttavia esperito il bando di gara per la fornitura di servizio di supporto amministrativo e tecnico aggiudicato a una società cooperativa. Alla luce di tutto ciò, poniamo alcune domande: questa è la soluzione individuata? Siamo di fronte a un futuro passaggio contrattuale in perdita economica per lavoratrici e lavoratori? Considerato che i lavoratori in somministrazione operano in diversi uffici, ci chiediamo se la Asl abbia appaltato all’esterno i suddetti servizi essenziali. Se fosse questa la giusta lettura alle mancate risposte ricevute nell’incontro in prefettura,sarebbe un’ulteriore penalizzazione professionale per quei lavoratori che in Asl operano sulla gestione amministrativa, in alcuni casi da 13 anni, convinti che l’impegno profuso venga riconosciuto e ripagato. Si troverebbero invece di fronte ad un’amministrazione sanitaria che, al fine di tutelare il servizio, impegna le energie per trovare soluzioni volte all’economicità più che al rispetto delle professionalità cercando soluzioni alternative a un contratto che garantisce parità di trattamento e tutele nel momento di fine missione».
Per tali ragioni, facendo seguito ad uno stato di agitazione mai chiuso, Uil-Temp e Felsa- Cisl hanno proclamato un giorno di astensione dal lavoro.
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