Precari Cogesa, l’ira dei sindacati

11 Gennaio 2019

La Cgil: «Patrimonio lavorativo da tutelare». La Uil: «Fare chiarezza»

SULMONA. Sono 20 i lavoratori con contratti in scadenza al Cogesa il prossimo 31 marzo, altri 8 sono già scaduti il 31 dicembre scorso. Sulla questione interviene la Fp Cgil, che sollecita una soluzione immediata per i dipendenti precari. «Chiediamo un confronto permanente con l’azienda, con il Comitato ristretto dei sindaci», incalzano i sindacati, «finalizzato a un accordo sindacale per il mantenimento di tutti i livelli occupazionali, attraverso la verifica delle coperture economiche, atte a garantire la dovuta continuità salariale di tutto il personale, e l’analisi dei carichi di lavoro. Questi lavoratori a tempo determinato sono impegnati nel servizio di raccolta dei rifiuti da più di un anno e pertanto hanno acquisito competenza, capacità, know how, padronanza degli automezzi e conoscenza del territorio, un patrimonio lavorativo da tutelare». Nei mesi scorsi era stato l’amministratore unico di Cogesa, Vincenzo Margiotta, a sollecitare le delibere da parte dei Comuni per stabilizzare i dipendenti precari. «Non sarebbe opportuno, soprattutto in un periodo di alta stagione per la quasi totalità dei Comuni serviti, creare disagi ai servizi», aveva detto, «ma l’alternativa è l’assunzione di un numero di interinali, con costi assolutamente maggiori, e io non vorrei dover ricorrere a tale ipotesi». Sul caso è intervenuto anche Primo Cipriani della Uil Trasporti: «Cogesa non ha mai illustrato alle organizzazioni sindacali un piano industriale o un fabbisogno del personale necessario a dare continuità alla erogazione del servizio e dove si riscontrino le necessarie coperture economiche e finanziarie atte a garantire gli stipendi di tutte le maestranze: gli eventuali neo-assunti e i cosiddetti lavoratori storici. Non dimentichiamo che il servizio di raccolta dei rifiuti è essenziale e che nel nostro territorio montano è caratterizzato da grandi difficoltà».
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