Precari del sisma: la lite di Ferragosto agita la politica

15 Agosto 2020

Pezzopane (Pd): «Proroga e stabilizzazioni, esito eccezionale» Biondi: «Immorale illudere la gente». Marsilio: decreto carente

L’AQUILA. «Proroga dei contratti per un altro anno e poi la stabilizzazione». A dare la buona notizia per i circa 80 lavoratori precari della ricostruzione è la parlamentare abruzzese del Partito Democratico Stefania Pezzopane. Ma subito dopo, sul provvedimento contenuto nel decreto Agosto al varo del governo arriva la diversa lettura del sindaco Pierluigi Biondi e dell’assessore comunale al Personale Fausta Bergamotto: «Immorale illudere i precari». A rincarare la dose, il presidente della giunta regionale Marco Marsilio, che scrive al premier Giuseppe Conte (insieme al sindaco Biondi e ai coordinatori dei Comuni del cratere, Francesco Di Paolo e Sandro Ciacchi), chiedendo un incontro urgente per integrare la bozza del decreto. Il futuro del personale assunto dopo il sisma del 2009 diventa terreno per lo scontro politico di Ferragosto.
PEZZOPANE. Per Pezzopane si tratta «di un esito eccezionale e davvero non scontato, frutto di un lavoro di costante e propositivo pressing. Il governo ha accolto molte mie proposte, espresse già dal Partito Democratico e dalla maggioranza nella discussione sul decreto Rilancio, e le ha inserite direttamente nel testo del governo approvato dal consiglio dei ministri». Tra queste, «la proroga dei contratti fino a dicembre 2021 e le stabilizzazioni a partire dal 2022 per i lavoratori della ricostruzione a tempo determinato. Finalmente», sottolinea la deputata del Pd, «si affronta il problema con lungimiranza. I lavoratori coinvolti sono circa 80 tra Usra, Usrc e Comune dell’Aquila ed erano quelli ormai da oltre 10 anni al lavoro». Ai lavoratori aquilani si aggiungono quelli del Centro Italia, che sono più di 500 tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria e viene prorogata l’emergenza per il Centro Italia. Pezzopane ringrazia «il presidente Conte, il responsabile della struttura di missione Curcio, i sottosegretari Castaldi e Morani, il commissario Legnini e tutta la maggioranza per il bel lavoro di squadra».
BIONDI. «Nonostante gli inutili proclami di chi esulta, senza leggerla o facendolo in maniera superficiale», dicono Biondi e Bergamotto, «la bozza di decreto agosto che circola è una nuova presa in giro per L’Aquila e i comuni del cratere 2009. Risorse per rifinanziare la ricostruzione: 0 euro. Fondi per il riequilibrio dei bilanci degli enti locali a copertura delle maggiori spese e minori entrate legate al sisma 2009: 0 euro. Ma, soprattutto, riteniamo sia immorale che un parlamentare della Repubblica italiana illuda i lavoratori precari della ricostruzione». Secondo il sindaco e l’assessore, «la disposizione si limita a confermare l’applicabilità delle procedure già previste dalla legge Madia, procrastinandone, tuttavia, l’attuabilità a decorrere dal 2022. La norma, se interpretata in senso letterale, potrebbe essere addirittura restrittiva e rendere possibili le stabilizzazioni solo tra due anni, impedendo, o comunque rinviando, quelle che questa giunta comunale di centrodestra aveva già preso in considerazione per le annualità 2020 e 2021 con la delibera di programmazione triennale del fabbisogno di personale approvata nel 2019. Per le stabilizzazioni», continuano Biondi e Bergamotto, «non è previsto alcun tipo di copertura e i Comuni, soprattutto quelli più piccoli, difficilmente saranno in grado di assumere nuovo personale».
MARSILIO. A sollecitare un incontro col premier Conte sono il presidente della Regione Marco Marsilio, il sindaco Pierluigi Biondi e i coordinatori dei Comuni del cratere, Francesco Di Paolo e Sandro Ciacchi. «I nostri Comuni», si legge nella lettera inviata al presidente del consiglio, «attendono risposte indifferibili per il rifinanziamento dei processi di ricostruzione, la stabilizzazione del personale precario e i fondi per il riequilibrio dei bilanci a copertura delle minori entrate e, soprattutto, delle maggiori spese generate a seguito del sisma del 6 aprile di undici anni fa. Per questo chiediamo, prima dell’avvio dell’attività parlamentare di conversione in legge del provvedimento, un incontro urgente ai fini di condividere un percorso che consenta di riportare nell’agenda nazionale la ricostruzione dell’Aquila e degli altri centri terremotati e che questa torni a essere una priorità del Paese, così come auspicato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’ultimo anniversario del sisma che ha causato la morte di 309 persone e danni ingentissimi al patrimonio pubblico e privato di 57 Comuni».
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