Precari dell’Usra ed ex Onpi, torna la protesta
Frullo (Confsal): sui 14 dipendenti non abbiamo più notizie da giugno da parte dell’amministrazione comunale
L’AQUILA. Una ricognizione ufficiale del personale e quindi la predisposizione di una delibera specifica di programmazione in tempi stretti. La Confsal torna a sollecitare l’amministrazione comunale in merito alla stabilizzazione dei dipendenti precari, assunti nella fase emergenziale post-sisma.
L’ultimo confronto sul percorso da avviare risale allo scorso giugno: da allora, tutto tace, secondo il segretario generale del sindacato Fabio Frullo, che chiede al Comune atti concreti, non escludendo azioni di tutela per i lavoratori. In attesa ci sono 48 dipendenti dell’ente, 14 dell’Usra e 3 dell’ex Onpi. «Ci siamo lasciati, dopo l’audizione in prima Commissione consiliare, all’inizio del mese di giugno», spiega Frullo, «con la promessa, da parte dell’amministrazione comunale, che ci saremmo incontrati dopo l’11 dello stesso mese, ovvero dopo che ci fosse stato l’incontro tra i rappresentanti del Comune e dirigenti della Funzione pubblica. Ebbene, dal giorno del confronto in prima Commissione non abbiamo più avuto notizie, né dell’esito della riunione romana, né delle intenzioni dell’amministrazione». Una situazione non più accettabile, secondo Frullo: «È una condizione che preoccupa e che lascia in uno stato di disagio i lavoratori precari dell’ente, dell’Usra e dell’ex Onpi, che invece si aspettavano soluzioni immediate ai loro problemi. La legge Madia, infatti, permette di avviare il processo di stabilizzazione nel triennio 2018/2020, purché in possesso dei relativi requisiti e i requisiti sono, per la grande maggioranza dei lavoratori, già in loro possesso, essendo precari da ormai 10 anni. I 48 dipendenti del Comune, i 14 dell’Usra e 3 dell’ex Onpi non si aspettano un privilegio, ma un atto di giustizia: non solo perché la legge attribuisce loro questa possibilità, ma anche perché il loro lavoro è ormai parte fondamentale del processo di ricostruzione».
La Confsal indica la strada da percorrere: «Per senso di responsabilità», aggiunge il segretario Frullo, «siamo convinti che la proposta debba precedere la protesta ed per questo che chiediamo con forza un atto chiaro dell’amministrazione, nel quale si preveda una ricognizione ufficiale del personale precario e dove contestualmente si individuino due percorsi precisi. Il primo per chi ha, al 31 dicembre 2017, 3 anni negli ultimi 8 e ha superato una procedura selettiva ad evidenza pubblica e il secondo per chi, non avendo questi requisiti, ha diritto a procedure riservate. È necessaria quindi una delibera specifica di programmazione in tempi strettissimi che permetta di iniziare un processo che parte già in forte ritardo rispetto ad altre amministrazioni pubbliche».
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