Precari, i sindacati attaccano il Comune

Cgil e Uil: «L’ente faccia sapere se i contratti saranno rinnovati». Liris (Fi): «Una presa in giro»
L’AQUILA. Due richieste di incontro non soddisfatte. E nel frattempo, il Comune assume altro personale a tempo, lasciando a casa, ormai dal 30 settembre, i 56 precari storici dell’ente. Vogliono risposte ufficiali, i sindacati, che ieri hanno incontrato i lavoratori: «L’amministrazione comunale deve assumersi le proprie responsabilità», hanno dichiarato i segretari di Cgil e Uil Rita Innocenzi e Simone Tempesta, «e dire chiaramente se i rinnovi non verranno più fatti, nonostante sia stata individuata la soluzione delle conciliazioni individuali. E questa vicenda non può essere strumentalizzata a livello politico, come sta accadendo negli ultimi giorni». Secondo il consigliere comunale di Forza Italia Guido Quintino Liris, «i precari del Comune sono stati presi in giro fin dal primo giorno dalla sinistra aquilana che, ancora una volta, ha dato prova tangibile della propria incapacità amministrativa». I sindacati hanno puntato il dito sul bando per la selezione pubblica per l’assunzione, a tempo determinato, di 14 educatori per gli asili nido, e sul reclutamento per sei mesi, tramite le graduatorie del concorsone per la ricostruzione, di 22 unità, destinate al potenziamento dei servizi di natura tecnica e di assistenza qualificata. «Le 22 assunzioni», hanno spiegato Innocenzi e Tempesta, «saranno coperte con i 400mila euro stanziati dalla delibera Cipe n.22 del 2015, e ci risulta che il sindaco abbia richiesto tale cifra per dotarsi di personale aggiuntivo, rispetto alla dotazione organica dell’ente, in cui sono compresi anche i precari storici. A questo punto vogliamo sapere se le ultime 22 assunzioni annunciate sono aggiuntive, oppure andranno a sostituire i precari, che rimarrannoa casa». Riguardo alla paventata guerra fra poveri, che vedrebbe contrapposti i precari del Comune agli idonei del concorso Ripam , i sindacati concludono che «i lavoratori o potenziali tali, non possono essere strumentalizzati politicamente e utilizzati nell'ambito di dinamiche già attivate in vista delle prossime elezioni».
Liris parla di vergogna politica e amministrativa: «Abbiamo assistito a teatrini, messe in scena, finti scontri tra dirigenti e assessori, interpellanze a tutti i ministeri, al governo, alla Corte dei Conti. Poi a rassicurazioni a delibere di giunta, ad assessori e membri di maggioranza seduti ai banchetti: è stata montata ad arte una meschina tensione sociale con guerra tra precari». (r.s.)
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