Precipita per oltre 50 metri: perde la vita uno scialpinista

8 Maggio 2023

Scendeva lungo il canale Bissolati, il 52enne umbro era esperto di montagna

L’AQUILA. Ancora una tragedia sul Gran Sasso, ancora un esperto alpinista tradito dalla montagna.
Fabio Racanella, umbro di 52 anni, ieri mattina ha deciso di compiere quel difficile fuoripista per scendere dal Corno Grande con gli sci ai piedi. Ha perso la vita a 2.700 metri di altezza, lungo il canale Bissolati che, stretto tra le rocce e ripidissimo, parte dalla vetta occidentale per poi ricongiungersi alla via “Direttissima” che consente di risalire sulla cima. Sul quel canale ha perso il controllo degli sci, per poi precipitare per oltre cinquanta di metri e finire contro il ghiaccio e la roccia, che non gli hanno lasciato scampo. Del tutto inutili i soccorsi: probabilmente è morto sul colpo.
L’ALLARME E I SOCCORSI
A far scattare l’allarme sono stati altri alpinisti, che hanno assistito al tragico incidente. Con alcuni di loro l’uomo, residente a Orvieto, si era dato appuntamento sulla vetta, per poi dare il via alla sua impresa in discesa.
Immediato l’intervento del 118 dell’Aquila, che ha inviato sul posto l’elicottero con i tecnici del Soccorso alpino e speleologico abruzzese e il medico di turno, il quale ha potuto solo constatare il decesso del 52enne: troppo gravi i traumi riportati nei ripetuti e violenti impatti con neve, ghiaccio e soprattutto roccia.
La salma è stata quindi trasportata all’obitorio dell’ospedale di Teramo. Qui è a disposizione della Procura teramana, che coordina gli accertamenti dei carabinieri della stazione di Pietracamela.
Dopo lo straziante riconoscimento del corpo, ora i familiari e i tanti amici di Racanella aspettano il nulla osta del pubblico ministero di turno per fissare il rito funebre e dargli l’ultimo saluto.
Racanella era un istruttore alpinista, grande conoscitore e appassionato di montagna. E nello specifico anche del Gran Sasso, come emerge dalle foto che lui stesso aveva diffuso negli anni attraverso Facebook, ma anche dalle note del Club alpino italiano Cai a cui era iscritto e dai blog di settore che raccontano le imprese sue e della sua compagnia di amici appassionati sulle vette italiane. Orvieto e il mondo della montagna sono sconvolti.
GLI ESPERTI
«Ieri mattina la neve era buona, così come lo erano le condizioni meteo: per questo, quanto accaduto sembra solo una fatalità», dice Daniele Perilli, presidente del Soccorso alpino e speleologico abruzzese, che poi avverte sulle difficoltà di un ambiente come quello del Gran Sasso: «C’è da dire che il canale Bissolati in alcuni punti tocca i 40 gradi di pendenza, è molto impegnativo. Itinerari come questo richiedono grande preparazione e buona attrezzatura. Non conosco le capacità tecniche che aveva la vittima, però una cosa bisogna dirla: l’incidente in montagna può capitare a tutti, qui il pericolo c’è sempre. La preparazione può solo ridurre i rischi, ma non può eliminarli del tutto».
Posizione diversa per il capo delle guide alpine abruzzesi, Davide Di Giosaffatte, ascoltato dall’Ansa, secondo cui invece le recenti abbondanti nevicate seguite alla pioggia e alle temperature tornate primaverili avrebbero sconsigliato l’uso degli sci in alta quota come ha fatto la vittima: «Io sono ad arrampicare sulla Costiera Amalfitana, perché so bene che adesso, sul Gran Sasso, non è il caso di andare. Ci sono state, infatti, importanti precipitazioni recentemente e in questi casi ci vuole una attenzione speciale: siamo a fine stagione, le temperature sono in aumento, entro mezzogiorno al massimo devi stare al sicuro proprio per l'instabilità della neve dovuta al calore. La stagione ormai è “andata”, lo ripeto a tutti, per fare quelle cose. Ora è troppo rischioso, oltre tutto c’è stata una grossa valanga nella Conca degli Invalidi, che testimonia la pericolosità della montagna».
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