Precipitò sul Gran Sasso 16enne si sveglia dal coma

22 Gennaio 2021

Due mesi e mezzo fa era caduto per 100 metri durante l’arrampicata con un amico E a Magliano si torna a sorridere. Il sindaco: «Noi lo aspettiamo a braccia aperte»

MAGLIANO DE’ MARSI. Si sveglia dal coma dopo due mesi e mezzo e si emoziona guardando la mamma. Il 16enne è fuori pericolo e presto inizierà la riabilitazione per tornare un domani a scalare le sue amate montagne.
Il ragazzo caduto per oltre cento metri, durante un’arrampicata sul Gran Sasso, è uscito dal coma e a breve inizierà il percorso che lo riporterà a quella che era la sua vita prima di quel maledetto incidente.
Era il primo novembre quando il giovane di origine romane da Magliano de’ Marsi, paese dove vive da anni insieme alla famiglia, decise con Enzo Ventimiglia, vice capostazione di Avezzano del corpo nazionale del Soccorso alpino e speleologico, di andare in montagna. Entrambi erano preparati e abituati a queste giornate che organizzavano di tanto in tanto sulle varie falesie abruzzesi.
Quel giorno, però, qualcosa andò storto. Erano saliti di buon mattino dalla via dalla Morena del ghiacciaio, sotto la parete del Calderone, oltre 200 metri in dislivello sopra il rifugio Franchetti. Da lì a piedi avevano raggiunto la parete per arrampicare illuminati da un caldo e insolito sole. Nella tarda mattinata, mentre si trovavano sul versante settentrionale del Corno Grande, a quota 2.700 metri, una placca di ghiaccio a causa del vento si staccò. I due alpinisti in cordata scivolarono per oltre cento metri sul Gran Sasso rimanendo legati uno all’altro.
Secondo la ricostruzione a causa della caduta si tranciò anche una corda che era rimasta incastrata in uno spuntone di roccia tagliente. Un escursionista che si trovava lì vicino assistette alla scena e subito lanciò l’allarme. I due vennero recuperati dal Soccorso alpino e trasportati all’ospedale Mazzini di Teramo.
Il quadro fu subito drammatico. Il 16enne, dopo tre interventi chirurgici per un trauma cranico facciale, poi per delle fratture al torace e al bacino e infine per l’asportazione della milza, fu ricoverato nel reparto di rianimazione, mentre Ventimiglia, che fu tra i primi soccorritori ad arrivare a Rigopiano il giorno della tragedia, dopo qualche giorno lasciò l’ospedale.
In questi due lunghi mesi la famiglia del ragazzo e tutti i maglianesi non hanno mai smesso di sperare.
«Ho saputo dalla mamma che è uscito dal coma ed è cosciente, ma ancora non parla», ha raccontato il sindaco Pasqualino Di Cristofano, «per tutti noi è una grande gioia e speriamo di poterlo riabbracciare presto. Anche se non può esprimersi con le parole perché è intubato guarda la mamma e si emoziona. Ho avuto modo di sentire anche Enzo e per lui è una grande gioia sapere che sta bene. Ora dovrà attendere altri 15 giorni e poi iniziare la fase di recupero che sarà molto lunga. Dovrà fare tanta fisioterapia per ricominciare a camminare e rimettersi in forma per poter tornare sulle sue amate montagne. Noi lo aspettiamo a braccia aperte».
Per il 16enne che prima dell’incidente frequentava un istituto superiore di Avezzano inizierà un periodo molto faticoso, ma tutti sono certi che riuscirà ad affrontarlo con forza e determinazione.
Anche il parroco, don Emidio Cesarani, si è detto felice e ha augurato al 16enne, a nome suo e di tutta la parrocchia di Santa Lucia di Magliano, una pronta guarigione.
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