Preghiere e commozione in moschea per Amina, morta a 4 anni investita da una moto / FOTO

Il papà della piccola e il fratellino davanti alla bara bianca (foto di Antonio Oddi)
Dalla funzione degli uomini musulmani all’abbraccio collettivo: oggi ci sarà l’ultimo saluto. Il feretro verrà esposto nella casa funeraria Longo di Ortucchio
LECCE NEI MARSI. Il silenzio denso, fatto di rispetto e costernazione, davanti alla bara bianca di Amina Moukrim. Dentro la moschea di Lecce nei Marsi si prega secondo i rituali islamici, alla presenza degli uomini. Le donne non sono ammesse. Attendono all’esterno con educazione e devozione. Tra loro c’è anche Saadia, la mamma della piccola, confortata dalla vicinanza delle tante parenti giunte dal nord Italia. Il feretro è arrivato in paese alle 17 di ieri per la funzione religiosa. Oggi invece il saluto si trasformerà in un abbraccio ecumenico che travalica ogni confine confessionale. Dalle 14.30 alle 19, la bara sarà esposta nella casa funeraria Longo a Ortucchio, dove l’intera comunità marsicana - cristiani e musulmani indistintamente - potrà rendere omaggio al ricordo della bimba. Sarà l’occasione per manifestare una vicinanza tangibile a una famiglia distrutta. Poi, nella giornata di domani, il feretro muoverà alla volta dell’aeroporto di Fiumicino, da dove sabato mattina prenderà il volo per Casablanca, in Marocco, terra d’origine della famiglia.
Qui saranno celebrati i funerali e Amina vi troverà il riposo eterno. La drammatica sequenza degli eventi è ancora viva nella memoria collettiva. Lo scorso 25 agosto la bambina di appena quattro anni era fuori a passeggiare col papà Mourad e il fratellino di sette anni lungo via Madonnina, a pochi passi da casa, quando è stata travolta da una moto da cross. A nulla sono serviti i disperati tentativi del padre, che accortosi dell'arrivo del mezzo ha cercati di segnalare la presenza della bimba. L’impatto è stato violento e inevitabile. I soccorsi si sono rivelati inutili. L’esame autoptico ha successivamente confermato come la piccola sia deceduta per un grave trauma cranico e il conseguente arresto cardiocircolatorio.
Sulla dinamica dell'incidente la Procura ha aperto un’inchiesta per omicidio stradale per accertare le responsabilità del centauro coinvolto. Sul registro degli indagati il 25enne alla guida della moto da cross, V.C., 25 anni, di Lecce. Il mezzo sul quale viaggiava era abusivo su strada pubblica. Privo di assicurazione, specchietti, luci. Idoneo a circolare solo su pista. E mentre la Procura lavora per fare chiarezza sulle dinamiche che hanno portato alla tragedia, la reazione della Marsica si è trasformata in una vera e propria gara di solidarietà.
L’amministrazione comunale di Lecce nei Marsi, guidata dal sindaco Augusto Barile, ha promosso una raccolta fondi per il sostegno alle spese necessarie al rimpatrio della salma per i funerali. L’iniziativa ha prodotto una risposta corale e spontanea che ha visto vicini di casa, commercianti e semplici cittadini donare generosamente per sostenere la famiglia. Un gesto di profonda umanità che ha azzerato qualsiasi differenza di cultura e di fede. Sono stati raccolti circa novemila euro, che coprono interamente la somma per l’ultimo viaggio di Amina.
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