Prelievo Dna e altre analisi sul corpo del giovane padre

7 Aprile 2021

Di Nicola aveva lesioni multiple, sulle cause la Procura chiede un approfondimento Incarico a un secondo medico. La scomparsa un mese fa, funerali ancora bloccati

SAN BENEDETTO DEI MARSI. «Approfondire le cause delle lesioni multiple riscontrate sulla salma di Manuel Di Nicola nel precedente esame autoptico del 15 marzo scorso ed eseguire l’estrazione del Dna sullo stesso». È la richiesta dal pubblico ministero agli anatomopatologi Cristian D’Ovidio e Simona Ricci che ieri mattina sono stati incaricati di eseguire congiuntamente ulteriori approfondimenti sui segni riscontrati sul corpo del 33enne di San Benedetto dei Marsi ritrovato senza vita in un canale del Fucino, a sei giorni dalla sua misteriosa scomparsa, e ancora sotto sequestro (i funerali restano bloccati ormai da un mese).
Una vicenda dagli aspetti ancora poco chiari che con il passare delle settimane ha assunto sempre di più i contorni di un giallo. Il corpo del giovane padre presenta segni sull’addome e sulla bassa schiena. Segni provocati dalla caduta in acqua oppure da terze persone? A questa domanda dovranno rispondere i consulenti che hanno richiesto un termine di 60 giorni per consegnare la relazione finale sulla scrivania del magistrato. Resta da accertare anche la causa della morte. Nei polmoni di Manuel Di Nicola non è stata trovata acqua che potesse suggerire l’annegamento, come ipotizzato in un primissimo momento. Dunque, non ci sono certezze che sia caduto nel canale da vivo e non è escluso nemmeno che possa esserci finito privo di sensi oppure quando era già morto. Resta avvolta nel mistero pure la sparizione di una somma di denaro, tra i 500 e gli 800 euro. Quando è stato ripescato dall’acqua nelle sue tasche c’erano poco più di 5 euro e un accendino. Dove sono finiti i soldi?
Intanto c’è attesa anche per la relazione del Ris che venerdì scorso ha passato al setaccio la Fiat Punto bianca di proprietà del suocero, a bordo della quale il giovane si sarebbe allontanato prima di sparire nel nulla. L’utilitaria era stata individuata nella piana del Fucino dopo quattro giorni durante un sorvolo aereo dei vigili del fuoco. Era aperta, con le chiavi inserite nel quadro e le ruote impantanante nel fango. Ma perché Manuel Di Nicola si sarebbe allontanato con la macchina del suocero invece di prendere la sua auto? Un aspetto quest’ultimo che non ha mai convinto la famiglia del giovane difesa dall’avvocato Roberto Verdecchia. È stato lui a portare la macchina in località Vitellino tra San Benedetto dei Marsi e Cerchio? La perizia del Ris è attesa negli uffici di via Corradini tra 60 giorni. Domenica 7 marzo, intorno alle 20.30, dopo aver festeggiato il battesimo del figlio Di Nicola aveva detto alla moglie, Marianna Santilli, che sarebbe andato a casa a fare una doccia. Le ricerche erano scattate dopo due giorni in seguito alla denuncia presentata dalla donna ai carabinieri. Il 13 marzo il corpo senza vita di Manuel Di Nicola era stato ripescato dai sommozzatori nel canale della Cintarella.
Titolare del fascicolo d’inchiesta per omicidio colposo contro ignoti è il sostituto procuratore Maurizio Maria Cerrato che coordina le indagini portate avanti dai carabinieri della compagnia di Avezzano agli ordini del capitano Luigi Strianese. (f.d.m.)
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