Premi e lavoro agile, si tratta alla LFoundry

4 Ottobre 2022

La Uilm: «Buoni segnali dall’azienda, ora conciliare al meglio efficienza produttiva e vita dei dipendenti»

AVEZZANO. Subito un percorso di confronto tra azienda e organizzazioni sindacali per affrontare le nuove sfide industriali. Questa la proposta lanciata dalla delegazione Uilm-Uil di LFoundry, guidata dal segretario generare L’Aquila-Teramo, Michele Paliani, all’azienda. Restano diversi i temi sul tappeto e i nodi da sciogliere per il futuro dello stabilimento più grande del territorio, dove lavorano 1.400 dipendenti. Nei giorni scorsi, Nabeel Gareeb, presidente di LFoundry, ha visitato il sito avezzanese, parlato con l’amministratore delegato Marcello D’Antiochia e con i manager, tracciando un quadro positivo per la fabbrica dove si producono memorie volatili e sensori d’immagine. Per la Uilm-Uil, però, c’è bisogno ora di avviare un confronto interno e risolvere tutte quelle problematiche rimaste appese da mesi e di arrivare, tra le altre cose, a un accordo unitario per la gestione dello smart - working che molti dipendenti stanno richiedendo. «È necessario consolidare quanto dichiarato dall’azienda, come segnale d’inizio di un percorso di relazioni industriali sane», hanno spiegato Paliani e i delegati della Uilm-Uil di LFoundry, «declinandosi come una consuetudine regolare di appuntamenti volti ad affrontare in modo pronto e costruttivo temi e problemi attuali e futuri. Per esempio il tavolo aperto sul lavoro agile, ormai maturo, ma anche la flessibilità, i carichi di lavoro, la crescita professionale, gli adeguamenti dei livelli contrattuali e tanto altro che permetta di conciliare al meglio efficienza produttiva, vita personale e lavorativa, senso di appartenenza e soddisfazione dei lavoratori». Secondo i referenti della Uilm-Uil «è necessario affrontare la questione del premio di risultato, perché possa esservi la massima rispondenza possibile tra lavoro e riconoscimento, secondo criteri trasparenti di equità a vantaggio di tutte le parti».
La discussione sulla regolamentazione dello smart-working è ormai matura. I vertici di LFoundry e i rappresentanti dei sindacati stanno definendo gli ultimi accorgimenti per un accordo collettivo, ma sono già diversi i lavoratori che stanno usufruendo del lavoro agile tramite intese individuali. «La legge prevede che ci sia un accordo tra il lavoratore che richiede il lavoro agile e l’azienda che lo deve approvare, ma a nostro avviso serve un accordo collettivo a tutela proprio del singolo dipendente», ha affermato Roberto Di Francesco, rsu della Fiom-Cgil, «gli accordi singoli che si stanno stipulando prevedono, in base al reparto di appartenenza, uno, due o tre giorni di smart-working a settimana. Come organizzazioni sindacali, stiamo lavorando a una regolamentazione generale che tuteli tutti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.