Premio all’ex pompiere eroe d’Australia

Fonte riceve la medaglia al coraggio: salvò una giovane che stava per precipitare da un grattacielo
RAIANO. Nella Terra dei canguri è una celebrità. Per questo il governo australiano consegnerà la medaglia d’oro al coraggio a Gianfelice Fonte, originario di Raiano. La cerimonia è in programma mercoledì 27. Era una sera di maggio del 2016 quando Fonte salvò una ragazza che stava per buttarsi dal 22° piano di un grattacielo di Melbourne. Senza farsi notare, si era avvicinato alla donna e aveva fatto cenno a due persone che si trovavano nell’appartamento di reggerlo per le caviglie: senza pensarci troppo si è lanciato oltre il parapetto ed è riuscito ad afferrare i polsi della donna e a trarla in salvo. Per questo gesto nel 2017 gli è stata conferita la medaglia al valore direttamente nella Government House di Melbourne. Il prossimo 27 novembre, invece, ritirerà l’Australian Bravery Decorations, la medaglia che viene consegnata a tutte quelle persone che si sono distinte per aver esaltato il valore del coraggio. Per l’occasione Fonte sarà accompagnato dal console generale d’Italia a Melbourne, Pierluigi Trombetta. Oltre a essere uno sportivo, Fonte è stato per nove anni un vigile del fuoco, esperienza che gli ha permesso di salvare la ragazza con una precisa tecnica, che richiede però sempre sangue freddo e tanto coraggio. Dopo un periodo di precariato nel corpo dei vigili del fuoco, il 34enne di Raiano ha deciso di cambiare completamente vita, trasferendosi in Australia. Qui ha iniziato a lavorare nel bar Brunetti, molto conosciuto a Melbourne, dove ancora ora qualcuno lo ferma per ringraziarlo e per complimentarsi del salvataggio. «È stato un attimo, mi sono gettato con il petto contro la balaustra e ho afferrato il braccio alla ragazza» raccontava Fonte subito dopo la sua impresa «quando la tenevo salda con le mani, i due uomini mi hanno preso alle caviglie per evitare che il peso di lei mi trascinasse. Poco dopo è arrivata la polizia e sinceramente temevo qualche sanzione, ma gli agenti mi hanno fatto un applauso chiamandomi eroe. Io però, in tutta coscienza, ho fatto solo il mio dovere, ma se questo fatto dovesse servire a prendere la cittadinanza di questo meraviglioso Paese, ben venga. Sono riuscito nel salvataggio grazie agli insegnamenti dei colleghi dei vigili del fuoco della sezione di Sulmona che sono la mia seconda famiglia». (f.p.)
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