Prepensionamenti LFoundry, si cerca l’intesa

Riprese le trattative con i sindacati: in ballo il numero di assunzioni in cambio delle uscite
AVEZZANO. Si continua a trattare in LFoundry per “favorire” le uscite dei dipendenti prossimi alla pensione, una trentina in tutto. Ieri una prima tappa della discussione. Oggi dalle 9 la ripresa del dialogo. In ballo c’è la possibilità di permettere, a chi ha 62 anni di età, oppure 42 anni e 10 mesi di contribuzione, di lasciare in anticipo la fabbrica del nucleo industriale dove si producono memorie volatili. Il contratto di espansione, che viene regolato da apposite norme del ministero del Lavoro, prevede una assunzione ogni tre uscite. Ma in LFoundry, dove lavorano 1.400 dipendenti, si sta trattando per rivedere i numeri del rapporto, puntando sia sulle condizioni contrattuali per i nuovi assunti e sia sui criteri delle uscite anticipate. Nell’incontro di ieri, che si è tenuto alla presenza di Emanuele Ciaccia in rappresentanza di Confindustria L’Aquila, di Stefano Piccone, responsabile legale dello stabilimento del nucleo industriale, Alessandro Albertini, direttore del personale, Fabrizio Felli, responsabile delle relazioni industriali, si è entrati nel vivo della discussione con i rappresentanti delle segreterie di Fim-Cisl, Antonello Tangredi, Uilm-Uil, Michele Paliani, e Cisal, Fernando Di Gianfilippo, e le rsu di stabilimento, Roberto Di Francesco, Eugenio Franchi, Alessandro Maurizi, Gianfilippo De Blasis, Luca Centipizzutilli, Domenico Cesta, Andrea Campione e Adamo Riddei. L’intento è quello di favorire l’uscita dei dipendenti della clean-room, dal momento che il loro è un lavoro ritenuto usurante, e di cercare di puntare a maggiori assunzioni, così da rinnovare, seppur molto parzialmente, l’organico dell’azienda più grande del territorio. (e.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

