Presa la coppia del furto d’oro di Natale

Impronte digitali e immagini video incastrano due donne. Secondo la polizia sono responsabili di episodi seriali nel Sud Italia
L’AQUILA. Si toccavano il naso, ma non certo per il raffreddore. Per gli agenti della squadra Mobile, che le hanno arrestate all’alba di ieri, si trattava di un segnale convenuto. E così, gli uomini coordinati dal dirigente Tommaso Niglio, in collaborazione con i colleghi di Salerno, hanno fermato per furto in una gioielleria due donne, una italiana di 25 anni, Filomena Marotta, e l’altra ucraina di 45 anni, Iryna Kachmar, entrambe residenti ad Agropoli (Salerno).
L’arresto è avvenuto in esecuzione di un’ordinanza emessa dal gip Guendalina Buccella, su richiesta del sostituto procuratore David Mancini. Le attività investigative, che hanno visto anche il contributo degli operatori del gabinetto provinciale di Polizia scientifica della questura, sono state avviate nel mese di dicembre a seguito della denuncia presentata dal titolare della gioielleria Ranieri (galleria commerciale Vicentini) che si è visto sottrarre dalle donne quattordici oggetti in oro, tra cui gioielli di particolare pregio, per un valore di oltre 10mila euro. Il furto era avvenuto nella mattinata del 20 dicembre 2017, data in cui le donne erano entrate nella gioielleria con la scusa di essere interessate all’acquisto di alcuni articoli in esposizione. Le due hanno agito in maniera coordinata e mentre l’una distraeva i titolari della gioielleria con molteplici richieste, l’altra, approfittando dell’assenza di controllo, nascondeva dapprima i monili nella mano destra e successivamente li nascondeva con uno stratagemma. Nel contempo le donne si scambiavano cenni d’intesa con un segnale convenuto, ovvero toccandosi il naso.
La ricostruzione dei fatti da parte del personale della Squadra Mobile permetteva di raccogliere, nell’immediatezza, fonti di prova decisive per l’individuazione delle colpevoli. In particolare, venivano acquisite rapidamente le immagini degli apparati di videosorveglianza presenti nella gioielleria, da cui si è rilevato il modus operandi posto in essere durante il furto. Dalle stesse immagini, nonché grazie al contributo delle vittime e al rilievo delle impronte lasciate sulla scena del crimine, si è arrivati a risalire all’identità delle due donne. Entrambe risultavano già censite nella banca dati delle forze di polizia perché oggetto di segnalazioni per furti analoghi in varie regioni del Sud.
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