Prescrizione evitata nei processi sui crolli

6 Aprile 2016

Presto in Cassazione Casa dello studente e via D’Annunzio Ma possono arenarsi scandali come i balconi del Piano case

GIAMPIERO GIANCARLI. Crolli, tangenti negli appalti, casalesi e ’ndrangheta, balconi che crollano, furbetti e scandali senza fine: il terremoto dell’Aquila ha lasciato una scia di inchieste lunghissima, forse 200, che anche per la Procura è difficile censire nel totale. Se poi si aggiungono nel computo i procedimenti civili allora è il caso di alzare bandiera bianca. E con il tempo che passa c’è un mostro che è sempre più difficile da sconfiggere : la prescrizione. La buona volontà di giudici, avvocati e parti civili, se non altro, ha portato alle definizione della “madre di tutte le inchieste”, dopo che la Cassazione ha fatto calare il sipario sul processo Grandi rischi con la condanna di uno solo degli imputati Bernardo De Bernardinis. Un processo partito dalla denuncia di un avvocato aquilano, Antonio Valentini, che poi ha avuto credito presso il pubblico ministero Fabio Picuti che l’ha coltivata.

I processi sui crolli dove ci sono state vittime hanno avuto la precedenza e quello sulla tragedia del Convitto nazionale si è concluso con due condanne in Cassazione. Gli edifici inizialmente attenzionati sono stati 178, a fronte di 309 vittime, ma solo in 23 di questi sono state notate carenze costruttive. Alcuni di questi procedimenti sui crolli sono stati chiusi per il decesso dei responsabili individuati. Oppure gli imputati sono stati assolti come per l’immane tragedia di via XX Settembre 79.Ma alcune tra le principali tragedie, in barba alla prescrizione, saranno definite in tempo dalla Cassazione come ricorda l’avvocato Wania Della Vigna: il 10 e l’11 maggio toccherà al crollo di via D’Annunzio e Casa dello studente. Mentre la decisione sul crollo di via Rossi è prevista il 1° giugno.

Resta il caso Bertolaso per il processo Grandi rischi bis che come tutti i giudizi per omicidio colposo si prescrive il 6 ottobre 2016. Forse è iniziato troppo tardi. L’ex capo della Protezione ha detto che vi rinuncerà, ma al momento si tratta solo di parole.

Poi lo scandalo dei milioni spesi per realizzare il Piano case con palazzi e balconi che sembrano di cartapesta. Il processo è lontano e sperare che qualcuno paghi è un’illusione, ma non costa nulla.

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