Presentata la mappa in 3D dei beni culturali della città

Dopo la card arriva un altro importante strumento per l’accoglienza turistica Al Munda il plastico, via via da aggiornare, coi principali monumenti e palazzi
L’AQUILA. Dopo la card e la mappa della città arriva un altro prezioso strumento per la conoscenza e l’accoglienza turistica all’Aquila: ieri, nella sede del Museo nazionale d’Abruzzo (Munda) di Borgo Rivera, è stata presentata la mappa dei beni culturali dell’Aquila in 3D, un plastico della città realizzato a mano in scala 1:1000 che riporta in forma circolare il territorio dentro le mura urbiche per un’estensione di circa 3,5 chilometri quadrati. Sono stati riprodotti l’assetto urbanistico, morfologico e paesaggistico del territorio, attraverso l’uso della cartografia tecnica con gli isolati in rilievo. I monumenti principali, religiosi e civili, sono in 3D nelle loro proporzioni reali e seguono gli ultimi interventi di restauro. «Il plastico è “work in progress”: a mano a mano saranno inseriti altri elementi architettonici», scrive in una nota il Munda. «I monumenti sono stati ricostruiti modellandoli in 3D da rilievi realizzati proprio per la realizzazione del plastico e sono stati stampati sempre in 3D con l’uso di un derivato del mais».
In un cassetto è contenuta una legenda che descrive i particolari. Per realizzarlo sono stati usati materiali ecocompatibili, legno multistrato e altri riciclabili. Per il colore su base acqua sono stati scelti quelli acrilici. Per sostenere il plastico c’è una cornice del diametro di 230 centimetri sostenuta da un tavolo a forma di tronco di cono.
«La realizzazione del plastico segue quella della mappa dei beni culturali della città che sta andando a ruba e costituisce un altro pezzo del puzzle per visualizzare dopo dieci anni», si legge ancora nella nota del Munda, «l’esatta dimensione della ricostruzione della città». L’opera è stata voluta da Lucia Arbace, direttrice del Polo museale d’Abruzzo, ed è stata realizzata dalla società Creative di Massimiliano Crea. «Un plastico», ha spiegato Arbace, «nel quale il pubblico può verificare la morfologia della città. Sappiamo che nel ’500 fu realizzata la prima pianta dell’Aquila da Pico Fonticulano al tempo di Margherita d’Austria. Abbiamo voluto rispecchiare anche la grande tradizione napoletana del tempo di Pompeo Carafa duca di Noja che è l’autore del plastico del ’700 esposto al Munda. Oggi abbiamo un plastico con la legenda che evidenzia gli edifici a seconda della loro conservazione attuale, entro la fine dell’anno sarà implementato con altre scansioni. Mi auguro che i proprietari di palazzi storici vincolati ci autorizzino a posizionare i loro edifici nel plastico». Ad oggi sono stati inseriti solo edifici di edilizia civile pubblica e religiosa.
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