Presepe obbligatorio nelle sedi comunali

Della Pelle (FI): la Natività non è solo un atto confessionale, ma è il simbolo anche dell’accoglienza
L’AQUILA. I presepi diventeranno obbligatori in tutte le sedi degli uffici comunali e in tutti gli istituti scolastici dipendenti dall’ente locale. Naturalmente dal prossimo Natale.
Lo prevede l’ordine del giorno presentato e votato in consiglio comunale, nell’ultima seduta, dal consigliere di Forza Italia, Giancarlo Della Pelle, e firmato da tutto il gruppo, a cominciare da Elisabetta De Blasis, e anche da Benvenuto Presente e dal consigliere Elia Serpetti.
«L’ordine del giorno impegna l’amministrazione comunale a realizzare un Presepe, anche piccolo, in ogni sua sede del Comune, unitamente a quelle delle società partecipate. Il documento prevede anche l'invito ai dirigenti delle scuole di competenza comunale, a realizzarne uno nelle loro sedi, magari con la collaborazione degli studenti, dei loro genitori e degli insegnanti», spiega Della Pelle.
«L'obiettivo dell’ordine del giorno, presentato dal sottoscritto, firmato anche da tutto il gruppo consiliare di Forza Italia e da quello di Benvenuto Presente e votato da tutta la maggioranza, con l'aggiunta dell'unico voto della minoranza del consigliere Elia Serpetti, mira non tanto a ripristinare un simbolo religioso nei luoghi pubblici come atto confessionale (per quanto fondamentale a mio personale avviso), quanto, piuttosto, a sensibilizzare le istituzioni pubbliche e le giovani generazioni – alle quali la scuola deve fornire il massimo sostegno, insieme alle famiglie – ad una consapevole accoglienza, all'identità e alla solidarietà».
E sul tema dell’accoglienza e dell’identità, Giancarlo Della Pelle traccia un paragone con la fuga in Egitto della Sacra Famiglia.
«Non a caso era questo il titolo dell’ordine del giorno, per fare un parallelo tra la fuga che la Sacra Famiglia 2000 anni fa dovette mettere in atto per non incappare nelle persecuzioni, e quella della tanta, tantissima gente costretta oggi a scappare dai loro Paesi», sostiene il consigliere di FI.
«Non a casa in aula ho citato Ignazio Silone e il suo testo “Il ciocco”, rivolto ai più piccoli, in cui lo scrittore ricorda la tradizione di accendere un ciocco di legno nella notte di Natale, affinché la Sacra Famiglia, in pellegrinaggio, potesse trovare calore e accoglienza in qualsiasi casa ne accendesse uno e una tavola imbandita».
Ma Della Pelle cita anche l’ex sindaco di Venezia, Massimo Cacciari: «In un recente articolo, ha scritto: “il Natale è stato dimenticato, ma in ballo c'è la nostra civiltà e la nostra storia di cui il Presepe è un simbolo”. Faccio notare che queste due illustri personalità – Silone e Cacciari – si professano atei». Della Pelle, infine, ricorda anche le parole del consigliere straniero Nezir Dakaj, alla recente Festa della Bandiera albanese: “Fratelli italiani, siate orgogliosi delle vostre tradizioni, non rinnegate mai le vostre radici, per nessun motivo”».
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