Preside condannato dalla Corte dei conti

Di Martino dovrà risarcire il ministero per l’uso improprio dell’auto e una vacanza studio estiva
AVEZZANO. Dirigente scolastico dovrà risarcire per 2.839,40 euro il ministero dell’Istruzione. Lo ha stabilito con una sentenza la terza sezione della Corte dei conti che ha condannato il professor Gennaro Di Martino, all’epoca dirigente scolastico dell’Istituto agrario Serpieri di Avezzano, al pagamento di 2 mila euro per indebito utilizzo dell’auto e di 839,40 euro per la vicenda legata ad una vacanza studio estiva non prevista dal programma di istituto. La camera di consiglio composta dai giudici Cristina Zuccheretti (presidente); Chiara Bersani; Giuseppina Maio; Angelo Bax e Giancarlo Astegiano ha parzialmente accolto il ricorso presentato dal preside contro la sentenza della sezione giurisdizionale della Corte dei conti della Regione Abruzzo del 10 gennaio 2019 che condannava il professor Di Martino al pagamento di 33mila euro in favore del ministero della Pubblica Istruzione per danno erariale. Secondo i giudici abruzzesi «da due relazioni ispettive del marzo 2014 erano stati contestati numerosi illeciti ed irregolarità come l’utilizzo dell’auto di servizio per finalità extra istituzionali; una vacanza studio per alunni meritevoli dell’Istituto con preventiva iscrizione degli allievi e con una spesa pro-capite a carico, in parte, del bilancio scolastico; la nomina di un supplente temporaneo, sebbene l’ insegnamento fosse già parzialmente coperto da altro docente assunto in precedenza; un progetto alternanza scuola-lavoro».
In seguito al ricorso presentato contro quest’ultima sentenza, la giurisprudenza contabile ha stabilito «l’assenza di cause giustificative per inadeguato conto della tenuta libretto macchina e la mancata annotazione delle singole missioni determinando di conseguenza un danno erariale pari a 2 mila euro». «Quanto alle vacanze studio per alunni meritevoli in un centro estivo», scrivono i giudici, «il progetto non era stato inserito nel programma di istituto e ha determinato una spesa a carico del bilancio scolastico con il versamento di una quota associativa a carico della scuola oltre che dei singoli studenti». Ragione per la quale dovrà risarcire anche la somma di 839,40 euro. Per tutte le altre contestazioni la terza sezione della Corte dei Conti ha accolto i motivi dell’appello presentato dall'allora dirigente scolastico del Serpieri difeso dall’avvocato Raffaele Montefusco. (f.d.m.)
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